Un gatto di razza Scottish Fold, con il caratteristico muso schiacciato
Un gatto di razza Scottish Fold, con il caratteristico muso schiacciato

Roma, 14 gennaio 2021 - Con quella faccia tonda, i grandi occhioni, il musetto che li fa sembrare sempre un po' malinconici o imbronciati, i persiani o gli Scottish Fold sono l'oggetto dei desideri di molti amanti dei gatti, che li trovano irresistibili. I loro tratti caratteristici derivano da un intenso allevamento selettivo che ha plasmato certe razze per soddisfare "a tavolino" i gusti delle persone, dando vita però al tempo stesso ad animali delicati e soggetti a problemi di salute. Ma c'è una ulteriore complicazione che affligge i gatti brachicefali (ossia appunto con il muso schiacciato): secondo gli scienziati, la ricerca di questi tratti esagerati potrebbe aver limitato la capacità dei felini di comunicare ed esprimere cosa stanno provando.

I gatti con il muso schiacciato sembrano sempre sofferenti

I ricercatori della Nottingham Trent University hanno confrontato le foto di duemila facce di gatti in uno stato emotivo neutro, appartenenti a diciannove specie diverse, individuando in ciascuna la posizione dei muscoli responsabili delle espressioni. L'analisi ha evidenziato come l'allevamento selettivo abbia alterato la distribuzione di questi "punti" nelle specie brachicefale tanto che le loro espressioni neutre risultano indistinguibili da quelle che indicano dolore. Inoltre i felini con il muso schiacciato sembrano sempre più in sofferenza rispetto a quelli con tratti più proporzionati, e anzi in alcune varietà, come lo Scottish Fold, l'espressione neutra dà un'impressione di malessere superiore rispetto a un'autentica espressione di dolore di un gatto domestico a pelo corto.

Non capiamo se i gatti brachicefali stanno male o no

Secondo gli studiosi è probabile che gli uomini siano attratti dagli animali che percepiamo come vulnerabili, imbronciati o in difficoltà. Adeguandosi a questa nostra inclinazione, l'allevamento selettivo ha estremizzato appunto tali caratteristiche in alcune varietà, inficiando involontariamente la loro capacità di esprimere cosa stanno provando. "Potremmo sentirci spinti a dare loro più attenzioni di quante in realtà non gradiscano", dice la ricercatrice Lauren Finka, "o viceversa potremmo non essere in grado di capire quando effettivamente non stanno bene e hanno davvero bisogno del nostro aiuto". Senza contare che i brachicefali potrebbero anche faticare a comunicare con gli altri gatti, creando tensione fra gli animali di casa.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Veterinary Science.

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