Un gatto sotto l'effetto euforico dell'erba gatta
Un gatto sotto l'effetto euforico dell'erba gatta

Roma, 22 gennaio 2021 - Se la strofinano sul muso, la leccano, l'annusano, la mordicchiano, vi si rotolano sopra, e poi si sdraiano inebetiti facendo le fusa: per i felini di casa l'erba gatta è uno sballo. Ma non l'apprezzano solo per l'effetto euforico: un team di ricercatori giapponesi e inglesi ha scoperto che la sfruttano anche come repellente per gli insetti, così come noi usiamo lo spray antizanzare.

Come funzionano l'erba gatta e il matatabi

Le due piante più note per la loro capacità di inebriare i gatti sono appunto l'erba gatta (Nepeta cataria) e la silver vine o matatabi (Actinidia polygama), un rampicante della famiglia del kiwi che cresce sulle montagne della Cina e del Giappone, e che ha un effetto ancora più potente. L'erba gatta contiene il nepetalattone, il composto organico psicoattivo che manda su di giri i felini; nella seconda i ricercatori hanno individuato una nuova sostanza simile, chiamata nepalactol.

Attraverso vari esperimenti che hanno coinvolto 25 gatti da laboratorio, 30 selvatici, un leopardo dell'Amur, due giaguari e due linci europee (anche i "gattoni" non sono indifferenti agli stimolanti), i ricercatori hanno confermato che nel caso del matatabi è proprio il nepalactol a produrre lo stato euforico, e che funziona solo sui felini: a cani e topi non ha smosso un pelo. Gli scienziati hanno poi dimostrato che la sostanza aumenta la produzione di endorfine e agisce sul sistema oppiode del cervello (ossia quello legato alla gratificazione). Proprietari di gatti, tranquilli: la silver vine e l'erba gatta non danno dipendenza e non hanno effetti collaterali.

Un repellente naturale contro gli insetti

Chiarito il meccanismo alla base del piacere che attrae i felini, gli scienziati sono passati a testare un'altra ipotesi, che per altro costituiva l'obiettivo principale della ricerca. Era già noto, ma solo a livello aneddotico, che l'erba gatta avesse un effetto repellente, e adesso è stato verificato anche per la silver vine: i gatti con il nepalactol applicato sul muso e sulla testa attiravano meno zanzare tigre rispetto ai gatti senza. Quando si strofinano su queste piante, quindi, non lo fanno solo a scopo ricreativo, ma anche per procurarsi una difesa chimica contro le zanzare e forse anche contro altri parassiti. La scoperta apre alla possibilità di sviluppare nuovi, efficaci repellenti anti-insetti per gli esseri umani.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.