I consigli per placare l'istinto da cacciatori dei gatti domestici
I consigli per placare l'istinto da cacciatori dei gatti domestici

Roma, 15 febbraio 2021 - I gatti domestici sono piacevoli compagni di casa (quando ne hanno voglia), ma non dobbiamo mai dimenticare che sono dei killer nati. Quando si avventurano all'aperto costituiscono una minaccia letale per uccelli, piccoli mammiferi e rettili: tenendo conto che nel mondo i felini di casa sono diverse centinaia di milioni, la loro attività di caccia produce miliardi di vittime ogni anno, con un impatto notevole sugli ecosistemi.

L'unico modo per azzerare i danni sarebbe quello di non lasciarli uscire, ma per molto padroni privare i gatti dei loro giretti è un'idea inaccettabile. Esistono però delle strategie, non invasive e facili da applicare, che lasciano ai gatti la loro libertà e al tempo stesso limitano la carneficina: secondo i ricercatori della University of Exeter, basterebbe anche solo giocare di più con loro e cambiare l'alimentazione per placarne in parte gli istinti venatori.

Gli studiosi hanno monitorato 355 felini domestici nell'arco di dodici settimane, tenendo il conto della loro "produzione" di vittime (animali uccisi e portati a casa). Fra le altre cose, hanno constatato che accessori che in teoria dovrebbero agire da deterrenti, come i collari con il campanellino o quelli colorati per avvertire gli uccelli della presenza del predatore, in realtà non hanno effetti degni di nota.

L'esperimento con le strategie alternative si è basato sulla valutazione dei motivi che spingono i gatti a cacciare: compensare una qualche carenza nutritiva e soddisfare un istinto innato, il brivido di braccare la preda. I ricercatori hanno provato a simulare l'attività venatoria attraverso il gioco, coinvolgendo i gatti con un giocattolo semplice (una corda con una piuma finta all'estremità) e premiandoli alla fine con un topo giocattolo, come fosse una preda vera. Bastano dai cinque ai dieci minuti al giorno, ossia il tempo che di solito occupa una caccia, per ridurre il numero di cadaveri portati a casa del 25%.

Per quanto riguarda la dieta, passando ad alimenti con un'alta percentuale di proteine animali e senza cereali la consegna a domicilio di prede è diminuita del 36%. "Alcuni cibi per gatti contengono proteine di origine vegetale", spiega Martina Cecchetti, una degli autori dello studio; "È possibile che, pur formando una dieta completa, questi cibi non forniscano ai gatti uno o più micronutrienti, spingendoli a cacciare". I ricercatori ancora non sanno esattamente quali possano essere esattamente queste sostanze, ma hanno intenzione di individuarle in modo che poterle aggiungere agli alimenti per i felini.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Current Biology.