Foto: HBO
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Chi sarà ancora vivo alla fine dell'ottava e ultima stagione di 'Game of Thrones' ('Il Trono di Spade')? Per conoscere la risposta definitiva dobbiamo attendere la metà di aprile 2019, quando inizierà la programmazione settimanale del gran finale della serie TV. È però stato pubblicato uno studio che ha analizzato tutte le morti delle precedenti stagioni e ha stabilito con rigore matematico quali sono le caratteristiche più sfavorevoli alla sopravvivenza: essere maschi di origini umili, non inclini a cambiare casacca e con un ruolo importante nello svolgimento della trama.

LE MORTI DI GAME OF THRONES
La ricerca è stata condotta da Reidar P. Lystad e Benjamin T. Brown, della Macquarie University di Sydney, e pubblicata sul magazine Injury Epidemiology. I due studiosi, spinti dal desiderio dichiarato di riguardarsi le prime sette stagioni di 'Game of Thrones', ne hanno approfittato per schedare un totale di 330 personaggi e verificarne le modalità di morte.

Un primo dato emerso è che nel 'Trono di Spade' non si muore subito: solo nel 14% dei casi il decesso avviene entro la prima ora dall'ingresso in scena. Un risultato che ha una sua logica narrativa: concedere agli spettatori il tempo per riconoscere una persona, e magari affezionarcisi, per poi ottenere un impatto emotivo più forte dalla sua morte.


MORIRE DI MORTE NATURALE, UN PRIVILEGIO DI POCHISSIMI
Nel corso dei 67 episodi che compongono le prime sette stagioni del 'Trono di Spade', sono deceduti oltre la metà dei 330 personaggi presi in considerazione dallo studio, per l'esattezza 186, il 56,4%.

Di questi, solamente due hanno potuto godere di una morte naturale: gli altri hanno subito una sorte violenta, che nel 63% dei casi è derivata da un'aggressione e nel 24,4% da operazioni di guerra. Si conferma insomma la natura crudele del medioevo fantasy inventato da George R. R. Martin: se nasci in quel contesto muori male, spiacente.


CHI HA PIÙ PROBABILITÀ DI SOPRAVVIVERE
I dati raccolti da Lystad e Brown hanno consentito di trarre una conclusione generale: il tasso di sopravvivenza di un personaggio è peggiore nel caso sia un maschio di umili origini, che è rimasto fedele alle proprie alleanze e che ha un ruolo importante nella trama. Di queste quattro caratteristiche, le due più rilevanti sono risultate la fedeltà e la preminenza all'interno dello show.

Inoltre, se un personaggio non è solo importante ma addirittura è uno dei protagonisti, allora ha una probabilità di morire 2,5 volte maggiore rispetto agli altri. E se muore lo farà in modo violento con una probabilità di 6,5 volte più alta. Dati che nel loro complesso gettano un'ombra inquietante sui beniamini di moltissimi spettatori.


CHI RESTERÀ VIVO ALLA FINE DI GAME OF THRONES
Una volta terminata la ricerca, la tentazione è stata troppo forte e i due studiosi hanno voluto fare previsioni su quel che accadrà nell'ottava stagione del 'Trono di Spade'.

Buone notizie per Sansa e Arya Stark, che sono donne, di alto lignaggio e che hanno dimostrato di sapere adattare le proprie alleanze a seconda delle esigenze. Ad esempio Aria unendosi agli adepti del Dio dai mille volti e Sansa facendosi spalleggiare da Petyr 'Ditocorto' Baelish.

Dal canto loro, Daenerys Targaryen e Cersei Lannister hanno il vantaggio di essere donne e di nobili origini, ma lo svantaggio di essere rimaste sostanzialmente fedeli alle alleanze poste in essere nel corso dello show. Fedeltà e importanza per la trama sono una sorta di condanna a morte, lo ricordiamo.

Proprio la questione fedeltà consegna a Jon Snow e Tyrion Lannister maggiori probabilità di sopravvivenza, rispetto a Daenerys e Cersei, e questo pur essendo uomini (fattore mediamente malaugurante). Jon ha flirtato con i Bruti, ha abbandonato i Guardiani della notte e ora gioca per gli Stark; Tyrion è stato ancora più abile, nella gestione dei propri cambi di casacca. Entrambi, insomma, sembrerebbero meglio posizionati, nella lotta per la sopravvivenza, anche se bisogna notare che gli ultimi sviluppi legati a Jon Snow l'hanno condotto verso un'alleanza stabile con Daenerys.

Va da sé che un conto è la statistica, altro discorso sono le scelte operate dagli sceneggiatori: tutto resta aperto e non possiamo fare altro che attendere la metà di aprile 2019, quando verrà trasmesso il primo episodio dell'ultima stagione di 'Game of Thrones'.

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