11 mag 2022

Fregoli e gli altri, mattatori italiani a New York

Duse, Strehler,“Rugantino“ e ora le otto candidature di Massini ai Tony Awards: così il nostro teatro ha conquistato gli Stati Uniti

claudio
Magazine
Eleonora Duse (1858–1924) fotografata a New York da Aimé Dupont nel 1896
Eleonora Duse (1858–1924) fotografata a New York da Aimé Dupont nel 1896
Eleonora Duse (1858–1924) fotografata a New York da Aimé Dupont nel 1896

di Claudio Cumani La prima fu Adelaide Ristori a metà Ottocento. Incurante dei marosi, attraversò l’oceano su una nave a vapore per portare, grazie all’impresario Jacob Grau, le sue tragiche eroine al pubblico americano delle grandi città ma anche delle sconosciute località del profondo Sud. Che poi quei personaggi si chiamassero Maria Stuarda o Medea poco importava. L’ultimo è il drammaturgo Stefano Massini che l’altro giorno ai Tony Awards di New York, una sorta di Oscar del teatro americano, ha avuto ben otto candidature per il suo Lehman Trilogy, lo spettacolo che a Broadway sta spopolando da oltre tre mesi con la regia di Sam Mendes. Oltretutto l’opera, portata in scena in Italia da Luca Ronconi e che anche a Los Angeles sta riscuotendo grande successo, diventerà presto una serie tv per il mercato mondiale prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci. È lunga la serie la serie dei teatranti italiani che, nel corso del tempo, ha solcato il mare in cerca di nuove ribalte. In una pagina del New York Times della primavera del 1907 si annunciano ad esempio trenta spettacoli sparsi fra New York, Boston e Philadelphia di Ermete Novelli in arrivo dal Messico mentre altri documenti un paio di decenni dopo parlano di sei mesi ininterrotti di tournée negli States del celeberrimo trasformista Fregoli. Eleonora Duse non poteva, ovviamente, non seguire le orme della Ristori. Al punto da trovare la morte per polmonite proprio lì, nella cittadina statunitense di Pittsburgh, il 21 aprile 1924 al termine di una delle quattro tournée statunitensi consumate nell’arco di un decennio. In realtà la divina Eleonora aveva iniziato ad andare dall’altra parte del mondo già nel 1885 prima a Montevideo e poi in Brasile e infine in Argentina (molte delle compagnie di tradizione italiana avrebbero preso l’abitudine di svernare nell’America del Sud con ...

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