di Michele Mezzanzanica

Negli Stati Uniti amano Pinot Grigio e Prosecco; in Cina apprezzano i vini rossi rotondi non troppo aggressivi, mentre in Vietnam piacciono quelli corposi ed alcolici; in Corea sono invece i vini dolci ad andare per la maggiore. Generalmente il consumo di vino è molto trasversale, ambosessi e intergenerazionale, ma con alcune sfumature importanti: in Cina, ad esempio, la “generazione Z“ ne beve meno, è più attratta dai superalcolici. A scattare la fotografia del vino italiano “oltreoceani” è Edoardo Freddi, 32enne (Foto) fondatore e amministratore delegato della Edoardo Freddi International, azienda di export management vinicolo che, forte di un 2020 da 28 milioni di bottiglie commercializzate in oltre 90 Paesi per un giro d’affari da 55 milioni, vanta un osservatorio privilegiato sul mercato estero del settore. Fondata nel 2012, per i primi anni ha operato prevalentemente in Europa, Germania soprattutto, per poi allargare i propri orizzonti nel 2018 e compiere il grande salto nel 2020: nell’anno in cui la stragrande maggioranza delle imprese ha sofferto la pandemia, l’azienda con sede a Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, ha fatto segnare il +37% di fatturato. "Siamo una dozzina di export manager – racconta il fondatore – che passano la maggior parte dell’anno all’estero, cui si aggiungono 8 persone in sede che si occupano del back office. Rappresentiamo in esclusiva 37 cantine dall’Alto Adige alla Sicilia. Il nostro mercato principale rimane l’Europa, in cui facciamo il 45% del fatturato, ma è cresciuta l’importanza delle Americhe con una fetta del 30%, e anche dell’Asia, salita al 25%, dove gli affari si concentrano quasi esclusivamente in quattro Paesi: Cina, Giappone, CorEa del Sud e Vietnam. Abbiamo poi piccole ma significative presenze in Africa e Oceania". Una onnipresenza che non è solo geografica ma anche qualitativa. "Trattiamo bottiglie di pregio e vini quotidiani da supermercato – spiega Freddi – siamo presenti in enoteche e locali rinomati, così come nella Gdo e nelle piattaforme di vendita online. Trattiamo l’alto e il basso perché è il mercato che richiede una presenza multicanale, bisogna intercettare le tendenze". Tendenze a volte bizzarre, almeno ai nostri occhi, ma che in Paesi lontani possono fare la differenza, come racconta lo stesso Freddi in un aneddoto: "In Vietnam non riuscivamo a vendere molto, poi siamo passati da una bottiglia classica ad una più spessa e pesante, sinonimo di maggiore qualità nell’immaginario collettivo vietnamita. Con questo semplice accorgimento, il giro d’affari è decollato da 20-30mila euro a 2 milioni l’anno".