Una scena del film
Una scena del film

Il cinema italiano recente non ha conosciuto esordi così luminosi come quello di Gabriele Mainetti e del suo 'Lo chiamavano Jeeg Robot' (2015): acclamato da pubblico e critica, il film ha messo il suo autore nella scomoda situazione di dover realizzare un'opera seconda all'altezza di aspettative schizzate alle stelle, e 'Freaks Out' rappresenta l'incarnazione di questa prova. Di certo non manca di coraggio, considerato che parla di artisti circensi in una Roma occupata dai nazisti. Esce nelle sale cinematografiche italiane giovedì 28 ottobre ed è stato accolto bene dai recensori professionisti.

Freaks Out, tutto sul film

La trama ruota attorno a quattro fenomeni da baraccone: una ragazza elettrica, un uomo pelosissimo e fortissimo, un nano calamita e un giovane capace di controllare gli insetti. Hanno trovato un modo di stare al mondo (e di proteggersi da esso) lavorando nel circo di un artista ebreo. Quando i nazisti occupano Roma, decidono di imbarcarsi per l'America, ma un gerarca nazista che vede il futuro, e dunque conosce l'esito finale della guerra, decide di utilizzare i poteri dei nostri eroi per cambiare ciò che attende lui e i tedeschi tutti.

Come detto, 'Freaks Out' rappresenta il secondo lungometraggio da regista di Gabriele Mainetti e il suo primo come sceneggiatore. In fase di scrittura del copione è stato affiancato dal più esperto Nicola Guaglianone, già autore, fra le altre cose, di 'Lo chiamavano Jeeg Robot'. Nel cast compare uno degli attori di quest'ultimo film, cioè Claudio Santamaria (interpreta il fortissimo uomo peloso): accanto a lui c'è la ragazza elettrica di Aurora Giovinazzo ('Sorelle'), il nano calamita di Giancarlo Martini ('Abbi fede') e il ragazzo degli insetti Pietro Castellitto ('I predatori'). Il gestore del circo ha infine il volto di Giorgio Tirabassi ('Distretto di polizia'), mentre l'antagonista nazista è Franz Rogowski ('Victoria').
 


Il trailer

Le recensioni, cosa ne pensa la critica

 

 

'Freaks Out' è stato presentato in concorso al Festival di Venezia 2021 e quindi conosciamo il parere dei critici presenti alla kermesse. Dovendo riassumere le varie recensioni scritte, possiamo dire che il giudizio medio è stato più che positivo, complice la fresca originalità di Mainetti, che fa un cinema senza eguali in Italia, e complice anche la rilettura di un immaginario legato ai supereroi dove però i poteri li hanno i marginali ed emarginati, dei poveri diavoli che sperano di salvare se stessi, figurarsi immaginare di poter salvare il mondo. Chi ha sollevato perplessità l'ha fatto soprattutto parlando di un film indubbiamente generoso, ma che tende a strafare, ad affastellare troppe cose senza trovare la giusta misura. E che, da questo punto di vista, è meno riuscito di 'Lo chiamavano Jeeg Robot'. Nel complesso, però, un difetto che non fa naufragare miseramente l'impresa.