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ROMA, 18 GEN - "La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l'amore". E' gli occhi da cerbiatta di Audrey Hepburn, insuperabile interprete di film-cult del dopoguerra, da Colazione da Tiffany a Vacanze romane, icona di fascino assoluto, musa del couturier Hubert de Givenchy, svelavano l'animo di una donna bellissima, dal cuore grande e generoso, soprattutto verso i bambini e i più deboli, che divennero centrali negli ultimi anni della sua vita (è scomparsa il 20 gennaio 1993) come ambasciatrice dell' Unicef. Audrey Hepburn nacque il 4 maggio 1929 a Bruxelles, in Belgio. Studiò danza, teatro ed infine approdò al cinema. Premi e riconoscimenti contribuirono a fare di lei un'icona: un Oscar, tre Golden Globe, un Emmy, un Grammy Award, quattro Bafta (British Academy of Film and Television Arts), due Tony e tre David di Donatello.
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