Lady Gaga (Ansa)
Lady Gaga (Ansa)

Elsa Fornero ignora chi sia Cicciogamer e la rimproverano di non sapere parlare ai giovani. Lady Gaga ignora Fortnite e il suo buco nero e la accusano di essere diventata improvvisamente vecchia. Controllare l’anagrafe. L’ex ministro della lacrima e del sangue ha 71 anni, la cantante 33. Ma cascano entrambe dalle nuvole come maturande scivolate sull’aoristo, che non è nemmeno lontano parente dell’Ariosto. La professoressa di San Carlo Canavese fa tenerezza mentre inciampa nel suo stesso imbarazzo e forse pensa: avrò capito male? Perché sabato ho dimenticato Il Sole24 ore in macchina? La cantante americana sbaglia addirittura a scrivere il nome del videogioco e a colpi di Twitter aggrava la sua posizione confessando il buio totale su Ninja, lo streamer più famoso del mondo, e Drake, la stella del rap.

Sarebbe sicuramente più grave se fosse Cicciogamer a non sapere chi è la Fornero. Ma non è ancora più doloroso che un ventenne medio non sappia niente di Brigitte Bardot? Che faccia confusione fra Atlantico e Pacifico scambiandoli magari per una squadra di calcio e un cantautore? Le reazioni sulle defaillance delle due signore in una materia che potremmo chiamare inconsistenza contemporanea dà ragione a chi sostiene che l’elemento più violento della nostra società è l’ignoranza. E costringe a farsi qualche domanda. Qual è il minimo sindacale di conoscenza necessario non per essere assunti all’Onu ma per non fare figuracce in tv e sui social? 

E perché bisogna sforzarsi di parlare con i giovani quando anche solo per educazione sarebbero i giovani a doversi sforzare di parlare con chi ha qualche anno in più? Una sera un politico fece una citazione colta in televisione e ci è mancato poco che gli tirassero i pomodori. Rise anche il conduttore. Che razza di posto è quello in cui bisogna stare attenti a come si parla, a non far pesare il fatto di avere letto Moby Dick? Dove Cicciogamer diventa la trappola per incastrare il nemico? 

Elsa Fornero ascolta la musica greca di Eleni Karaindrou ma non si scandalizza se i suoi nipoti preferiscono Ultimo. Siamo tutti ignoranti in qualcosa. Lo diceva Socrate che infatti faceva solo domande e lo nega la generazione di Google che pensa di avere tutte le risposte. L’ultimo rapporto Istat sulla conoscenza è un museo degli orrori: siamo un Paese che non la produce, non la trasmette e non sa che farsene di quella che ha. Abbiamo alle spalle quasi mezzo secolo di boria da smaltire: continuiamo a considerare migliore di tutti il nostro sistema formativo mentre i test comparativi fanno arrossire.

Siamo ultimi in Europa per percentuale di laureati fra i 25 e i 64 anni, l’unica nazione tra le grandi che ha visto decrescere i posti ad alta specializzazione, terzultimi per le risorse umane impiegate nella scienza e nella tecnologia. Slittiamo sulle guerre mondiali e tiriamo a indovinare le capitali perché non si insegnano più storia e geografia ma "geostoria", una materia da saltimbanchi. Troviamo alibi al fatto che la scuola non è più un ascensore sociale: un italiano ignorante è Umberto Eco rispetto a un ignorante americano perché si porta dentro Dante e Venezia. Bella consolazione, raga.