Franco Maria Ricci è morto il 10 settembre di un anno fa ma l’impronta lasciata sulla cultura visuale degli ultimi 50 anni resta indelebile non foss’altro che per la creazione del marchio più ambito dell’editoria moderna. E mentre rinasce il progetto FMR Magazine con un’anteprima disponibile su prenotazione e un numero zero da collezione a dicembre, la sua eredità intellettuale rivive anche al di fuori degli spazi del suo Labirinto della Masone con la mostra ’Franco Maria Ricci: I segni dell’uomo’ allestita fino al 30 gennaio 2022 a palazzo Pigorini (Parma, Strada Repubblica).

Curata da Giorgio Antei e Maddalena Casalis, è l’occasione per la città, Capitale della Cultura 2021, di offrire un tributo a un suo figlio illustre, creatore di libri, di immagini e di utopie, con progetti grafici memorabili e la concezione del labirinto verde a Fontanellato, al centro del quale ha disposto la sua collezione d’arte. La mostra illustra l’itinerario creativo di Ricci attraverso immagini, suggestioni e commenti che consentono di comprendere i meccanismi di una delle più affascinanti esperienze estetiche del nostro tempo.

Il percorso espositivo si snoda tra le importanti prove grafiche degli anni Sessanta e Settanta (vi spiccano i loghi per Poste Italiane e Cariparma, in uso fino a pochissimo tempo fa, nonché le campagne pubblicitarie realizzate per cucine e mobili SCIC con i sorprendenti disegni di Piero Crida), per scoprire infine la sua avventura editoriale. Dal colpo di fulmine per Bodoni e il suo Manuale Tipografico, che enuncia le linee guida da cui Ricci ha sempre tratto ispirazione – proporzione, regolarità, esattezza, buon gusto e grazia – alle copertine di celebri collane quali I segni dell’uomo, rilegate in seta con le impressioni in oro, La biblioteca di Babele, con i ritratti degli scrittori disegnati da Tullio Pericoli, e La biblioteca blu, dal caratteristico colore azzurro carta da zucchero.

Un’intera sala è poi dedicata alla rivista FMR, considerata “la più bella del mondo” L’allestimento, dal forte impatto scenografico, ricrea in alcune sale l’ambiente delle librerie di Franco Maria Ricci e sarà arricchito anche dalla proiezione del documentario Ephémère. La bellezza inevitabile, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri e vincitore del Best Documentary Award al Salento Film Festival. Tra le voci che evocano l’amico anche quelle di Bernardo Bertolucci, Inge Feltrinelli, Vittorio Sgarbi, con corredo di video e fotografie inediti. Da mercoledì a domenica ad accesso gratuito.