Micaela Le Divelec, Giovanna Gentile Ferragamo, Dario Nardella e Ferruccio Ferragamo
Micaela Le Divelec, Giovanna Gentile Ferragamo, Dario Nardella e Ferruccio Ferragamo

Firenze, 25 marzo 2019 - A Firenze tutti lo chiamano ironicamente il Biancone. E da oggi nuovamente bianco lo è per davvero il gigantesco Nettuno scolpito tra il 1560 e il 1565 da Bartolomeo Ammannati su commissione di Cosimo I de' Medici per la splendida Fontana che di nuovo rifulge in Piazza della Signoria a Firenze dopo il restauro finanziato tramite Art Bonus dalla maison Salvatore Ferragamo. "E nostra madre Wanda se oggi fosse ancora con noi sarebbe felicissima di questa collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, di questo modo con il quale vogliamo ringraziare Firenze per quanto ci ha dato e continua a darci, di questo restauro della Fontana del Nettuno che ha richiesto due anni di studi e di riattivazione dell'impianto idrico per i giochi d'acqua originali immaginati nel Rinascimento", racconta Ferruccio Ferragamo, presidente di Salvatore Ferragamo SpA nella Sala Leone X di Palazzo Vecchio dove il sindaco Dario Nardella ha svelato i segreti di questo progetto che restituisce alla città la sua fontana più famosa e certo una fra le più belle al mondo. "Questa è l'operazione più significativa della legislatura - dice Nardella - e il milione e 500mila euro donati per il restauro dalla famiglia Ferragamo sono la più alta cifra offerta alla città, anche per la complessità dell'intervento che ha visto anche lo smontaggio di alcune statue. Oggi festeggiamo il Capodanno di Firenze e rendiamo omaggio a Cosimo I de' Medici per i 500 anni della sua nascita, lui primo Granduca di Toscana che volle con la Fontana ricordare il potere politico del suo casato sui mari e sui porti di Livorno e Piombino".

Bartolomeo Ammannati vinse il concorso per l'opera, battendo Benvenuto Cellini, per intercessione di Eleonora di Toledo ed ora l'originale torna allo splendore rinascimentale, non prima di alcuni necessari collaudi e di un'opera di messa in sicurezza con telecamere e rilevatori anti vandali. Stasera grande festa aperta a tutti i fiorentini e ai turisti con Piazza Signoria che si riempirà dei giochi di acqua e di luci intorno al suo Nettuno, con uno spettacolo speciale offerto dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, 'E nel marmo e nel bronzo mise acqua e fuoco', che richiama lo spirito delle feste rinascimentali.

La Fontana del Nettuno a Piazza della Signoria (ImagoE)

"Dal 2014 al 2019 abbiamo investito sul patrimonio artistico e culturale di Firenze 66, 400 milioni di euro - dice Nardella - col 27% di questa cifra che è arrivata dai privati. Così è rinato il mecenatismo!”. Per il restauro del Biancone e del Carro sono stati impiegate 1.250 ore di lavoro per la pulitura del marmo al laser, mentre per lavare i bronzi sono stati usati 12.000 litri di acqua demineralizzata. La portata dell'impianto è di 27 libri di acqua al secondo, pari a 97.200 litri all'ora, che rientra tutta in circolo, 

Ferruccio Ferragamo dopo aver ringraziato a nome di tutta la famiglia rappresentata oltre che da lui dalla sorella Giovanna Gentile Ferragamo e dal fratello Leonardo Ferragamo accompagnati alla cerimonia del Nettuno dall'amministratore delegato della maison Micaela Le Divelec, si è detto "emozionatissimo e onorato di aver partecipato a questo recupero e l'onere è andato completamente ripagato". Con questo gesto i Ferragamo hanno voluto ricambiare tutto il bene ricevuto da Firenze, ricordando l'esempio dei genitori Salvatore e Wanda Ferragamo ai quale il Comune di Firenze ha intitolato una piazzetta vicino a Ponte Vecchio che presto verrà inaugurata. "L'Art Bonus è una legge stupenda, realizzata dal governo Renzi e dal ministro Franceschini", ha ricordato Ferruccio Ferragamo che ha nuovamente smentito, come già fatto pochi giorni fa alla Reuters, qualsiasi intenzione di cedere l'azienda di famiglia. "Anzi, andremo sempre a migliorare", ha detto il presidente Ferragamo che guarda in positivo a questo 2019. Durante la cerimonia hanno parlato anche Giorgio Caselli che ha guidato il restauro per conto dell'ufficio Belle Arti del Comune, Eike Schmidt direttore delle Gallerie degli Uffizi che negli anni Novanta ha studiato proprio la Fontana dell'Ammannati, il critico d'arte Philippe Daverio e il sovrintentente del Teatro del Maggio Cristiano Chiarot.