Una scienziata al lavoro
Una scienziata al lavoro
Il rapporto tra il lavoro degli scienziati e la vita di tutti i giorni è talvolta difficile da inquadrare e spesso sottovalutato ed è per questo che la multinazionale statunitense 3M ha condotto per il secondo anno consecutivo una vasta indagine per analizzare lo stato della scienza nel mondo, quanto ci fidiamo di essa e perché. I dati emersi dallo State of Science Index Survey 2019 sono piuttosto interessanti.

COSA PENSIAMO DELLA SCIENZA?
Stiamo parlando di una ricerca indipendente promossa allo scopo di esplorare "gli atteggiamenti globali nei confronti della scienza, sondando il modo in cui le persone pensano e sentono questa disciplina e il suo impatto sul mondo che le circonda".

Va da sé che l'indagine nasce anche da un'esigenza commerciale, perché l'attività di 3M è strettamente legata con la scienza e di conseguenza ha un valore strategico comprendere cosa le persone comuni pensano riguardo questo ambito. Resta però il fatto che siamo di fronte a dati che vale la pena di prendere in seria considerazione, perché dicono molto del mondo contemporaneo.

LO STATO DELLA SCIENZA, ALCUNI DATI
Schematizzando il lavoro svolto e le conclusioni raggiunte dagli esperti di 3M, possiamo affermare quanto segue:

- il 35% degli intervistati si dichiara scettico sull'attendibilità degli studi scientifici (3% in più dell'anno scorso);

- il 45% dice di fidarsi della scienza solo quando conferma le proprie credenze pregresse;

- la maggior parte tende a dare peso alla scienza quando comprende quali saranno le sue applicazioni ultime: osservazione interessante, tenendo conto che in alcuni casi (ad esempio il funzionamento di un telefono cellulare) non è affatto semplice creare un nesso evidente tra ricerca e applicazione;

- il 16% ritiene che la scienza sia la causa dei cambiamenti climatici;

- per contro, il 43% crede che aiuti a risolvere problemi di salute;

- fra le ragioni di scetticismo nei confronti della scienza ci sono: opinioni divergenti degli scienziati (38%), incapacità di comprendere il discorso (29%), timore per l'influenza delle multinazionali (25%) e dei governi (24%);

- fra le principali ragioni per le quali fidarsi troviamo l'impatto positivo sulla vita di tutti (53%), la corrispondenza fra scoperte e dati (49%) e la fiducia nei confronti del metodo scientifico (41%);

- nel gioco della torre, dovendo scegliere fra smettere di avere un telefonino o smettere di fare sesso, il 72% si libererebbe del cellulare;

Leggi anche:
- In Australia nel 2050 non ci sarà più l'inverno
- Frutta e verdura: il 70% di quella statunitense è contaminata da pesticidi
- La plastica nei mari porta a spasso il colera