Roma, 4 dicembre 2019 - Una grande donna, una grande italiana. "Dobbiamo tantissimo a Nilde Iotti. Dovremmo onorarla di più. Se oggi fosse ancora in Parlamento si batterebbe come una leonessa contro le ingiustizie". Anna Foglietta s’infiamma parlando del personaggio che è stata chiamata a interpretare, per lei non una prova come le altre, affrontata con un misto di soggezione e orgoglio. Storia di Nilde, proiettato ieri sera in anteprima alla Camera e in onda domani in prima serata su Raiuno, è la docufiction che ricostruisce la figura di Nilde Iotti, esponente di spicco del Pci, a vent’anni dalla scomparsa (4 dicembre 1999) e a quaranta dalla sua nomina a presidente della Camera, prima donna a ricoprire tale incarico, portato ininterrottamente avanti dal 1979 al 1992. Con la regia di Emanuele Imbucci, Storia di Nilde fonde parti di fiction a materiale d’archivio a interviste, tra le quali quelle all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a Marisa Malagoli, sorella di un operaio morto durante una manifestazione del 1950 e adottata da Nilde Iotti e Palmiro Togliatti. Un amore, quello tra Iotti e il segretario del Pci, sposato all’epoca con Rita Montagnana, osteggiato dall’opinione pubblica e dallo stesso Partito Comunista. Una vita all’insegna dell’impegno, prima nella Resistenza, poi nella Costituente, una delle 21 donne chiamate a farne parte, e quindi nelle battaglie per i diritti delle donne.

La guida tv

Foglietta, una responsabilità impersonare Nilde Iotti?
"Credo che Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction, abbia intravisto in me quella passione necessaria per interpretare una figura così complessa. Una proposta che è arrivata un mese dopo che avevo comprato un libro sulle donne nella Costituente. Un tempismo perfetto. Quando mi è arrivata la chiamata ho detto subito di sì, sentendomi intimidita, spaventata e lusingata. Le sue battaglie non appartengono al passato e come donna, prima che come artista, le sento mie".

Come si è preparata?
"Ho guardato i materiali d’archivio, ho letto molto. Ho studiato anche il suo modo di gesticolare, di muovere le mani, sempre molto misurato. In ogni caso non volevamo fare un’imitazione. Volevamo cogliere l’essenza, la sua anima e quella passione che, credo, appartiene a entrambe, in una ricostruzione della sua vita sia pubblica sia privata".

Ha avuto delle indicazioni da Marisa Malagoli, la figlia adottiva?
"Ho incontrato Marisa a lavoro finito. Una persona molto simpatica, risultato perfetto di quelle due persone speciali. Mi ha raccontato come la madre ritenesse troppo sontuoso l’alloggio alla Camera e come preferisse andare nella sua casa di Montesacro e lì preparare gli amati tortelli alla zucca".

Una figura politica diversa dai politici di oggi?
"Era una persona attenta agli altri, mentre spesso le persone di potere sono attente solo a se stesse. Era una persona attenta e gentile, come mi hanno raccontato le persone che l’avevano conosciuta e che ho incontrato alla Camera. Perché chi riveste una carica importante deve essere connesso con le altre persone. Deve esserci empatia, quella che manca oggi, in cui si gioca con le parole anziché occuparsi dei bisogni della gente. Una donna così, un politico così, oggi può servire da modello. Per me lo è stata. Se oggi sono quel che sono, è anche per lei".

Avete avuto il permesso di girare dentro a Montecitorio.
"Dovevamo girare la scena in cui Nilde Iotti, appena nominata presidente della Camera, pronuncia il suo discorso. Ero emozionatissima perché quel luogo per me è sacro e pensavo alle parole che avrei detto, le sue parole, a quello che Nilde Iotti ha significato per la libertà e i diritti di tutte noi donne, e non riuscivo a smettere di piangere".