di Andrea Spinelli "Non ci sarà l’Ama ter. E questo l’avevamo deciso già io e Fiorello. Ovviamente abbiamo giocato, scherzato su questo, ma non ci sarà". Nel marzo scorso, rispondendo nell’ultima giornata di Festival a una domanda sul suo futuro in Riviera, Amadeus aveva usato un tono fermo e grave, simile a quello che adotta nella scelta del parente misterioso sul finale de I soliti ignoti. Ma spesso lì dove il potere vuole la volontà flette e così, ieri sera, il Tg1 ha dato la notizia che sarà proprio lui a condurre il 72° Sanremo, all’ Ariston dall’1 al 5 febbraio...

di Andrea Spinelli

"Non ci sarà l’Ama ter. E questo l’avevamo deciso già io e Fiorello. Ovviamente abbiamo giocato, scherzato su questo, ma non ci sarà". Nel marzo scorso, rispondendo nell’ultima giornata di Festival a una domanda sul suo futuro in Riviera, Amadeus aveva usato un tono fermo e grave, simile a quello che adotta nella scelta del parente misterioso sul finale de I soliti ignoti. Ma spesso lì dove il potere vuole la volontà flette e così, ieri sera, il Tg1 ha dato la notizia che sarà proprio lui a condurre il 72° Sanremo, all’ Ariston dall’1 al 5 febbraio 2022, accollandosene pure la direzione artistica.

L’Ama ter ci sarà, dunque. Ed è "una grandissima gioia", ha commentato entusiasta il diretto interessato. Con ufficializzazione in piena estate, secondo i propositi del direttore di Raiuno Stefano Coletta che, presentando qualche settimana fa il nuovo show del pupillo, Arena ’60, ’70, ’80 in onda il 2 e 9 ottobre, aveva manifestato l’intenzione di non volersi ridurre ad annunciare il conduttore del Festival a settembre, ma di andare in ferie con una decisione già presa. Scelta ovviamente condivisa dal nuovo amministratore delegato Rai Carlo Fuortes.

Con tre Festival consecutivi Ama-Amedeo raggiunge così Carlo Conti e il suo mentore Claudio Cecchetto, due spanne dietro Pippo Baudo che nel periodo d’oro 1992-1996 di edizioni riuscì ad infilarne ben cinque di filato. Silenzio di tomba, al momento, sulle intenzioni, invece, del sodale Fiorello. È lo stesso Coletta a ribadire i perché del triplete del conduttore ravennate, che in un primo momento sembra avesse avanzato la disponibilità a conservare solo la direzione artistica di Sanremo puntando piuttosto alla conduzione dell’Eurovision (e poi con l’inglese come l’avrebbe messa?), sottolineando che la sua opera "ha segnato un cambiamento culturale importante nella storia del Festival che ha portato i Maneskin, vincitori dell’ultima edizione, ad aggiudicarsi anche l’Eurovision Song Contest, importante riconoscimento internazionale per la canzone italiana".

Ed è in questa direzione di innovazione che Raiuno intende evidentemente proseguire, ricordandosi magari le sue prerogative di rete ammiraglia, con un pubblico di età media attorno i 60 anni, per evitare gli azzardi di certi network, oggi in affanno quanto ad ascolti e consensi per essersi appiattiti su rap e trap senza considerare che i ragazzi ascoltano le loro playlist su altri device.

Certo è che, con l’ufficializzazione di ieri, questa 72ª edizione entra in fase operativa. Di tempo ce n’è abbastanza, ma non troppo. A settembre, ad esempio, iniziano le grandi manovre di Sanremo Giovani e, se si vogliono mettere a punto meccanismi nuovi, un mese in più o in meno vale oro. Stesso discorso per la gara di febbraio. "Sanremo non puoi farlo come una routine" giura Amadeus. E assicura al Tg1: "Non vedo l’ora di iniziare a lavorare".