Federica e Paola Migliorini (da Qn)
Federica e Paola Migliorini (da Qn)

Milano, 11 maggio 2018 - "Mi sono trovata mamma, a Milano. Sola. Con le amiche che avevano già i figli grandi o senza figli. Con la voglia di confrontarmi con chi stava vivendo in quel momento la mia situazione. Perché la maternità è strana, ti fa sentire vicina a chi non conosci, ma sai che ti capisce". MaMi Club è nato così. Dall’esigenza di Federica Migliorini, 34enne milanese e mamma di Matilde. Oggi, insieme alla sorella Paola, che di anni ne ha 28, ha trasformato il suo blog in una piazza per oltre 16mila persone, aprendo un sito, passando dall’online all’off-line. Le sorelle Migliorini sono state invitate a Londra da Facebook, fra i 100 gruppi veicolatori di messaggi positivi; su richiesta delle mamme hanno aperto il MaMi Club a Bergamo, Varese, Torino, Firenze e persino a Londra.

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Il web può ricucire quella rete per le mamme, che oggi manca?

"Mi sono resa conto che non ero l’unica a sentire questa esigenza. Soprattutto in città e una città come Milano, con i suoi pregi e i suoi difetti. Ho cominciato nella primavera del 2016 a creare la prima pagina Facebook. Invitando le mamme che conoscevo. In tre giorni siamo passati da 80 a 900. Non me lo aspettavo. All’inizio pensavo fosse un virus".

Quante mamme vi scrivono oggi?

"Abbiamo 120mila scambi al mese fra post e commenti, un centinaio di post al giorno. Dalla pagina è nata l’idea di creare un MaMi club per dare alle mamme uno strumento in più, con una rete di professionisti. Un sito gratuito, al quale si possono iscrivere mamme di Milano e provincia. In parallelo, una volta alla settimana, abbiamo anche eventi dedicati a loro, sempre gratuiti, con nutrizionisti, ostetriche, professionisti, ma soprattutto volti alla socializzazione, perché è l’obiettivo fondamentale. Per fare sentire le mamme meno sole. Si sono avvicinati anche brand, che ci aiutano a strutturarli. Prima ero io ad andare al supermercato e a organizzare le merende".

Non sarà tutto rose e fiori, anche sulle chat.

"Assolutamente. Abbiamo grandi esempi di solidarietà e a volte ci sono anche i problemi. Ma quello che mi piace è che quando si litiga in un momento di rabbia, per colpa degli ormoni o perché dormi poco, poi si torna indietro chiedendo scusa. Nel MaMi Club non si esagera mai".

Quali sono le domande di aiuto più frequenti?

"Abbiamo alcuni leitmotiv, dall’allattamento allo svezzamento, da come si porta il latte fuori casa al seggiolino auto, con le normative che cambiano di continuo. Poi domande stagionali: in 16mila avremo tenuto la cipolla sul comodino questo inverno contro la tosse (sorride), o c’è la fase delle graduatorie al nido o di richiesta tate fidate. Adesso è tempo di sole, creme e orari. Le più attive sono le neo-mamme".

Dall’online all’off-line.

"È questa la sfida più bella. Si creano legami di amicizia. E poi quando conosci le persone nella vita reale hai un atteggiamento più calmierato anche sul web".

Mamme e donne meno sole... 

"È lo step successivo. Cerchiamo di dare sempre di più supporto anche alla donna non solo vista come mamma, che deve ritrovare se stessa. Abbiamo creato anche MaMi Business, con incontri sul mondo del lavoro. Tante si trovano al momento di rientrare, con la voglia di cambiare in virtù delle nuove esigenze. Così abbiamo creato eventi con uno psicologo del lavoro, commercialisti ed esperti".

Insomma, è diventato un lavoro anche per voi.

"Un lavoro h24, no stop. Mio marito mi chiede se scrivo alle MaMi o agli amanti (ride). Abbiamo uno sportello di messaggi, tante hanno bisogno di qualcuno che le ascolti, soprattutto nei momenti difficili. A volte si sfogano di sera. C’è chi si è trasferito a Milano in maternità, senza famiglia, senza amici. A volte basta un piccolo incontro, una chiamata e la giornata prende un’altra piega".