di Giovanni Bogani "Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura: te lo rivelano gli occhi e le battute della gente", cantava Fabrizio De André nella amara canzone Un giudice. Chissà che cosa significava essere alti appena 119 centimetri, e nascere e crescere in un minuscolo paesino dell’Abruzzo, Roccasale, arroccato fra i monti. Dove tutti ti conoscono, tutti ti guardano, tutti sanno. Felix Silla, nato a Roccasale nel 1937, appena compiuti diciotto anni scelse di andarsene via, di andare negli Stati Uniti. E lì divenne attore, un attore senza volto: per tutti, “il cugino Itt“ della Famiglia Addams. Felix Silla è morto venerdì scorso, a 84 anni. Il suo...

di Giovanni Bogani

"Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura: te lo rivelano gli occhi e le battute della gente", cantava Fabrizio De André nella amara canzone Un giudice. Chissà che cosa significava essere alti appena 119 centimetri, e nascere e crescere in un minuscolo paesino dell’Abruzzo, Roccasale, arroccato fra i monti. Dove tutti ti conoscono, tutti ti guardano, tutti sanno. Felix Silla, nato a Roccasale nel 1937, appena compiuti diciotto anni scelse di andarsene via, di andare negli Stati Uniti. E lì divenne attore, un attore senza volto: per tutti, “il cugino Itt“ della Famiglia Addams.

Felix Silla è morto venerdì scorso, a 84 anni. Il suo volto un po’ malinconico non lo avevamo visto mai. Né in quella serie celeberrima, né nei molti altri film ai quali ha preso parte, come attore o – più spesso – come controfigura di bambini. Eppure, il cugino Itt è nella memoria di tutti quelli che erano bimbi negli anni ’60. Misterioso, aveva una lunghissima capigliatura che scendeva fino ai piedi, occhiali da sole e una bombetta. E non parlava, borbottava: ma in quella folle famiglia, lo capivano tutti.

Dentro quella surreale maschera c’era Felix Silla, al primo ruolo importante. Da quando gli uffici della Immigration americana avevano timbrato il suo passaporto, nel 1955, Silla aveva lavorato nel circo Barnum, come trapezista – lassù in alto, in pochi si accorgevano della sua statura – e come acrobata, capace di cavalcare “a pelo“ cavalli in corsa.

Iniziò a fare la controfigura nei film, e un produttore della Famiglia Addams si accorse di lui: al punto da inventare, per lui, un personaggio che nei fumetti dai quali è tratta la serie non esisteva. Se lo inventò, e gli mise addosso una parrucca immensa.

Una parrucca che era lunga un metro e pesava 30 chili. E che, nei primi episodi, era fatta di veri capelli umani, dunque infiammabile. In un’intervista del 2014, Silla rivelò: "Tutti, sul set, fumavano, e buttavano le cicche per terra, ancora fumanti. Se avessi camminato su uno di quei mozziconi, avrei preso fuoco in un battibaleno. Così, nelle ultime puntate mi dettero una parrucca sintetica".

Debuttò nella serie nel 1965, e per 17 episodi continuò a non avere un volto, e a borbottare. Oltre al volto, gli fu mascherata anche la voce: quella che sentiamo nella serie non è la sua, ma quella del fonico Tony Magro, che la registrò in postproduzione. Senza volto, senza voce. Eppure, o forse proprio per quello, il cugino Itt è rimasto iconico. Il “cugino Itt“ dopo gli Addams, lavorò in molti atri serial tv.

Fu nel telefilm Mork & Mindy e in Star Trek. Fece lo stuntman per i bambini ne L’inferno di cristallo e poi per Spielberg, in Indiana Jones e il tempio maledetto e in E.T. Fra il 1979 e il 1981, fu il piccolo robot Twiki nella serie Buck Rogers.

Nell’unico film in cui fu visibile, The Black Bird, del 1975, in cui era il cattivo Litvak, aveva la testa completamente rasata.

Da tempo, Silla viveva a Las Vegas: suonava l’armonica in una band, e quando c’erano le convention di fan della Famiglia Addams firmava centinaia di autografi e si prestava a un’infinità di selfie. Una vita tranquilla, l’onda lunga di un posto al sole conquistato nonostante tutto, quando la vita – facendoti nascere povero, in un paesino di neanche mille abitanti, e con un fisico come il suo – non ti ha messo in pole position.