di Eva Desiderio

Continuano a dettar legge i fashion movie. Anche durante la lunga settimana del pret-à-porter parigino le grandi maison hanno fatto a gara nel creare situazioni di grande interesse di stile e di visione, senza nulla togliere allo spettacolo che in questi tempi durissimi sta diventando il sale del fashion. Impossibile ancora fare sfilate in presenza, troppo pericoloso oltre che vietato, e allora via alla fantasia e alla bellezza come nel caso di Dior che ha scelto di ambientare il suo spettacolare defilè a Versailles, nella Galleria degli Specchi, in un dècor strepitoso che ha esaltato se possibile ancora di più la raffinatezza della collezione disegnata dal direttore creativo Maria Grazia Chiuri che guida con piglio sempre più sicuro la maison del lusso che fa capo al Gruppo LVMH di Bernard Arnault.

"Ho voluto creare una installazione d’arte contemporanea con Silvia Giambrone che ha ornato gli antichi specchi di aculei di acacia e la ballerina Sharon Eyal per la coreografia – racconta Maria Grazia Chiuri – con una collezione per l’inverno 2021-2022 ispirata alle fiabe. Con le modelle che come tutte le donne si specchiano e cercano di leggersi dentro. Linee anni Cinquanta, molto giorno, capi come svuotati, stampe collage come camouflage di rose o di mele, le camicette bianche co colletto gioiello con lo scamiciato dalla pettorina di pizzo che sarebbero piaciuti ad Alice nel Paese delle Meraviglie". Un Dior aggiornato ad oggi con la giacca Bar che guadagna un bel cappuccio e diventa quello di Cappuccetto Rosso, un cappotti grigio stampa giaguaro nello stesso disegno d’archivio del 1949. Insomma, Maria Grazia Chiuri in questo bel pret-à-porter di Dior coniuga couture e lezioni d’atelier allo sportswear con interni staccabili e trapuntati, per capi che amalgamano le stagioni. "La favola che amo di più – conclude la stilista – è La Bella e la Bestia, perché l’amore trasforma tutto".

Molto convincente anche il defilè di Louis Vuitton che ha chiuso la fashion week parigina con una ventata di bellezza e di arte sublime: Nicolas Ghesquiere ha voluto per le modelle di questo pret-à-port della maison del lusso LV niente di meno che l’alta michelangiolesca del Louvre e l’ultima top si è fermata proprio ai piedi della Nike di Samotracia. Per l’inverno che verrà passato,presente e futuro si incontrano e si incrociano con l’accento forte sui temi cari dell’antichità elaborati dalla fantasia di Piero Fornasetti e oggi del figlio Barnaba Fornasetti: il loro lavoro ha ispirato il lavoro del direttore creativo di Vuitton che ha riprodotto nella collezione i motivi mitologici, anche in borse a forma di monete romane, con cappe caporose e imponenti, stivali di pelliccia d’impronta arcaica e deliziose e delicate gonne a balze di tulle. Operazione riuscita, per una collezione Louis Vuitton desiderabile e tutta da vendere per il suo alto sapore mitologico.

Virginie Viard, direttrice creativa di Chanel dopo la scomparsa di Karl Lagerfeld e sua fedelissima allieva, porta i suoi fans al night club di montagna con un video che mette in risalto gli ultimi modelli di giacche e cardigan di tweed. Colore forte e inusuale il marrone cioccolato. Gambe in vista sotto i lunghi cappotti, mini e shorts, borse con la classica catena Chanel, stivali di pelliccia da gatta delle nevi. E poi le perle, immancabili, al collo e come cintura intorno alla vita.

Con Miu Miu si continua a salire in alta montagna: Miuccia Prada immagina una donna che oscilla da situazioni urbane a quelle da vita all’aria fredda per fare sport, ripensando per il futuro il modo di vestire femminile.Il film è girato sulle nevi delle Dolomiti ed ecco le tute di piumino imbottite da Miu Miu Mountain Club, coi cappelli e le cuffie lavorate teneramente all’uncinetto, come i romantici pull fatti a mano, mega stivali di pelliccia eco e guantoni da situazioni estreme. Tutto pur di stupire.