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26 mag 2022

Arriva il farmaco che conserva i ricordi

Un gruppo di ricercatori americani ha scoperto che un farmaco già utilizzato per curare l'HIV è in grado di combattere la perdita di memoria e prevenire la demenza

26 mag 2022
Il cervello umano
Il cervello umano
Il cervello umano
Il cervello umano

Il cervello umano difficilmente registra singoli ricordi. La memoria si costruisce infatti su più momenti raggruppati insieme e collegati dal tempo e dalle persone con le quali sono stati vissuti. Con l’avanzare dell’età la capacità dell’encefalo di memorizzare ricordi correlati si perde gradualmente, non consentendo una registrazione efficace e limitando la capacità della memoria di immagazzinare dati. Un gruppo di scienziati della University of California ha scoperto un meccanismo molecolare che contribuisce a tenere uniti i ricordi, individuando anche un farmaco capace di preservare questo processo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, potrebbe essere d'aiuto per comprendere come rafforzare la memoria con l’avanzare dell’età e combattere la demenza senile.

Il farmaco che aiuta la memoria
"I nostri ricordi – si legge nella ricerca - rappresentano una parte enorme di chi siamo e la capacità di collegare le esperienze correlate insegna agli esseri umani come vivere in modo sicuro".
Da una serie di esperimenti condotti sui topi, è emerso che un particolare gene che si attiva con l’avanzare dell’età, chiamato CCR5, intacca la capacità del cervello di memorizzare i dati. Gli scienziati sono intervenuti bloccando questo gene con un farmaco già utilizzato per il trattamento dell'infezione da HIV, chiamato Maraviroc, che si è dimostrato capace di neutralizzare il CCR5, garantendo ai topi un processo mnemonico efficace.

Una nuova cura per la perdita della memoria?
La scoperta, riferiscono gli scienziati americani, suggerisce che il Maraviroc potrebbe essere usato per aiutare a ripristinare la perdita di memoria che avviene con l’avanzare dell’età, nonché a invertire i deficit cognitivi causati dall'infezione da HIV.
"Il nostro prossimo passo sarà organizzare una sperimentazione clinica per testare l'influenza di questo farmaco sulla perdita precoce della memoria, con l'obiettivo di intervenire quando si è ancora in tempo, rafforzando la capacità di ricordare gli eventi correlati".

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