Roma, 10 settembre 2018 - «Per me l’anno inizia a settembre. Sarà perché il 20 sono nata io, forse scatta l’associazione all’inizio della scuola, ma mi sento come se in questo mese tutto debba partire». È un trionfo di energia, Euridice Axen, bionda attrice figlia d’arte, famosa per aver interpretato il ruolo di Tamara, moglie ultra-spregiudicata dell’imprenditore-puttaniere Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) nei film di Paolo Sorrentino “Loro 1” e “Loro 2”, attualmente nelle sale accanto ad Alessandro Roja nell’horror prodotto dai Manetti Bros “The End? L’inferno fuori” di Daniele Misischia, fresca  reduce da una  vacanza in Puglia per festeggiare l’ultimo ciak della commedia di Pierluigi Di Lallo, “Nati 2 volte”. 
 Settembre andiamo, Euridice...
«È tempo di iniziare! (ride, ndr.)». 
Iniziare cosa?
«Tante cose, sempre fatte al meglio. Sono della vergine, perfezionista. Al momento ho sottomano un bel copione, fra poco partirà la collaborazione con Sky che mi vuole come conduttrice di “Cinepop” e poi Venezia, nei panni di madrina a un premio assegnato durante la Mostra del Cinema. Una trasferta che mi emoziona molto, non solo come attrice».
Allora perché?
«Per due richiami a mia madre (l’attrice Eva Axen, ndr): a 16 anni interpretò la sorella maggiore di Tadzio nel capolavoro “Morte a Venezia” di Visconti. E inoltre al Lido presenteranno “Suspiria” diretto da Luca Guadagnino, remake dell’omonimo film del 1977 diretto da Dario Argento, nel quale lei  recita una  scena agghiacciante. A 10 anni sono andata a vedere il film di nascosto, anche se me l’aveva proibito: ancora ricordo l’impressione che mi fece, non ci ho dormito per mesi. Aveva ragione lei, quel film ha segnato la mia adolescenza».

Euridice Axen
Eppure adesso la troviamo al cinema in un horror, nei panni di una zombie con gli occhi rossi e la pelle verde. 
«È vero. Mi sono sottoposta a quattro ore di trucco ogni mattina e per entrare nel personaggio come voleva Daniele (Misischia, il regista), ho espresso tutta la rabbia che avevo in corpo. E pensare che nella vita sono una gran paurosa: temo tutti gli insetti, a eccezione delle coccinelle, ad esempio; e se  con uno spavento una persona normalmente trasale cinque, beh, io arrivo subito a dieci».
Eppure non ha mai nascosto la sua passione per i film di Hitchcock: le avranno detto che così bionda, raffinata, con il lungo collo,  sarebbe stata l’interprete ideale per un thriller del maestro della suspance...
«Sarebbe stato il mio sogno lavorare con Hitchcock, mi sarebbe bastato fare un provino, che mi vedesse. Sentire per cinque minuti i suoi occhi su di me. Non mi sono persa un suo film da bambina, alla tv, naturalmente di nascosto: il mio preferito resta “Marnie”. Ma sono nata troppo tardi».
Essere una ragazza del 1980 le ha consentito però, dopo anni onorati ma faticosi di teatro e televisione (le fiction “Ris”, “L’Ispettore Coliandro”) di tornare a lavorare, dopo la partecipazione alla serie “The Young Pope” con il regista premio Oscar Paolo Sorrentino: un bel passepartout, anche oltreoceano.
«Indubbiamente, sono strafelice di aver interpretato Tamara in “Loro” e ancora non capisco perché tutti continuino a parlare di una parte difficile. Mi ripetono: “Che coraggio hai avuto”. Ma a me la nudità non spaventa. Mi sono spogliata due volte: la prima a teatro, per “Memorie dal sottosuolo” con Gabriele Lavia, il mio maestro, e la seconda in “Loro”, dove anche se ti stai depilando in piscina in un mondo di plastica, grazie a Sorrentino ti senti in un affresco del Botticelli. Certo, non ci si spoglia per chiunque. D’altronde, un ruolo come quello  o lo fai così, o non lo fai. Volgare sarebbe stato tentare di diluire un personaggio come Tamara,  che deve essere scandaloso per finalità sue, ben precise».
Un tipo di femminilità nel quale non si rivede.
«Assolutamente. Ho un approccio molto “maschile”, quasi cameratesco nel rapporto con gli uomini: voglio evitare fraintesi».
E le avances sgradite.
«Detesto quelle non richieste, per questo sono seduttiva solo quando è il caso di esserlo. Ma il problema, in caso di molestie o proposte indecenti, non è  della destinataria delle attenzioni. Colpevole è sempre chi abusa del suo ruolo di potere per chiedere e ottenere qualcosa in cambio: il famoso do ut des, abitudine abominevole da considerare  vero e proprio reato».
Le è mai capitato?
«Fortunatamente no, non solo per merito mio: evidentemente non ho incontrato elementi di questo tipo nel corso della vita: una cosa è il complimento, il gioco. L’altra il ricatto sessuale, magari in cambio di un lavoro. Ignobile».
Anche suo padre, Adalberto Maria Merli, è un attore con alle spalle  ruoli ne “La freccia nera” e “La prima notte di quiete”: i suoi genitori l’hanno messa in guardia quando hanno saputo che voleva lavorare nel mondo dello spettacolo?
«L’unica condizione che ha imposto mia madre, è che  finissi gli studi, così mi sono laureata in Scienze della Comunicazione». 
La sua è una famiglia allargata: porta il cognome di sua madre, ha un padre biologico che non l’ha riconosciuta e un’ altra figura paterna: come ha vissuto la situazione?
«Senza segreti né drammi e oggi non si stupisce più nessuno: esisteva un uomo da cui ero stata generata, che però non stava più con mamma e, accanto a me, c’era un’ altra persona, buona, presente, equilibrata. L’uomo a cui sono stata in braccio e che mi ha cresciuta. Non ho dovuto subire scoperte traumatiche  per me, e per tanti altri figli, è la normalità». 
Dopo una relazione con Raul Peña, star spagnola del “Segreto”, si dichiara single e felice: condizione possibile?
«Ne sono la prova vivente! Non ho problemi a stare sola, mi piace leggere, viaggiare, ascoltare la musica, prendermi cura di me: anche se sono sola, apparecchio la tavola e  accendo una candela. Non aspetto l’amore per vivere: quando arriverà, spero presto, sarà quello che dura». 
Il suo è un nome importante, quello di una ninfa, figlia di Apollo: perché l’hanno scelto  per lei?
«Negli Anni 70 mia madre aveva interpretato il personaggio di Euridice nell’opera rock “Orfeo 9” accanto a Renato Zero. La cosa strana? Dopo 40 anni ho anche interpretato il video del suo brano “Alla fine” diretto da Alessandro D’Alatri nel ruolo di una moglie avvelenatrice, dal cuore di ghiaccio. Mi avesse vista Hitchcock...».