Le espressioni facciali sono un tratto che accomuna tutti gli esseri umani
Le espressioni facciali sono un tratto che accomuna tutti gli esseri umani

Abbiamo 43 muscoli nel viso che, muovendo e combinando occhi e bocca, naso e mento, ci permettono di assumere migliaia di espressioni. E almeno sedici di esse, collegate alle nostre emozioni più comuni, sono universali: trascendono confini geografici e culture e accomunano gli esseri umani di tutto il mondo, che manifestano nello stesso modo le stesse reazioni quando si trovano in situazioni simili. I ricercatori dell'Università della California Berkeley e di Google le hanno identificate e confrontate sui volti di milioni di persone.

Lo studio che hanno condotto è uno dei più vasti sull'argomento: "Si tratta della prima analisi a livello mondiale di come le espressioni facciali siano usate nella vita di tutti i giorni", spiega l'autore principale dello studio Alan Cowen, "e mostra che le espressioni emotive universali dell'uomo sono molto più ricche e complesse di quanto gli scienziati abbiano supposto finora".

Sfruttando un avanzato algoritmo basato su una rete neurale profonda, i ricercatori hanno scandagliato sei milioni di video su Youtube caricati da persone di 144 paesi diversi, individuando le espressioni del volto riconducibili a: divertimento, rabbia, stupore, concentrazione, frustrazione, disprezzo, contentezza, desiderio, delusione, dubbio, gioia, interesse, dolore, tristezza, sorpresa e trionfo.

Le hanno quindi collegate alle relative situazioni di vita quotidiana riprese nei video, trovando che nella grande maggioranza dei casi utilizziamo la stessa gamma di "combinazioni" e sfumature del volto quando ci troviamo in circostanze simili, in Europa come in Africa, in Asia come nelle Americhe. Ad esempio, l'espressione di stupore di fronte ai fuochi d'artificio, di felicità a un matrimonio, di concentrazione mentre pratichiamo arti marziali, di esaltazione ai concerti rock.

"Questo supporta la teoria di Darwin secondo cui esprimere le emozioni sul volto è un tratto universale degli esseri umani", conclude Dacher Keltner, uno dei ricercatori; "La manifestazione fisica delle nostre emozioni potrebbe essere ciò che definisce la nostra identità come specie, migliorando le nostre capacità di comunicazione e cooperazione e garantendo così la nostra sopravvivenza".

Lo studio è stato pubblicato su Nature.