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29 lug 2022

Esploratore nell’anima dei grandi scrittori

Morto a 92 anni Pietro Citati, critico indipendente e autore di famose biografie letterarie: da Goethe a Kafka, da Tolstoj a Leopardi

29 lug 2022
lorenzo guadagnucci
Magazine
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia
Pietro Citati è morto a 92 anni nella sua casa in Maremma, a Castiglione della Pescaia

di Lorenzo Guadagnucci Pietro Citati iniziava i suoi libri per esempio così: "Un libro su Leopardi non può cominciare che come un’opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un’antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo". Seguono, in questo caso, oltre quattrocento pagine nelle quali la vita del poeta e la sua opera finiscono per diventare un tutt’uno, mescolando biografia e analisi dei testi, aneddotica e filologia, scavo letterario e contestualizzazione storico-filosofica. Pietro Citati è morto ieri all’età di 92 anni nel buen retiro di Castiglione della Pescaia, in Maremma, lo stesso scelto da altri due letterati del ’900, Italo Calvino e Carlo Fruttero. Non era un accademico, Citati, non aveva cattedre all’università né altrove, pur avendo insegnato per qualche anno, fresco di laurea in Lettere moderne alla Normale di Pisa, in scuole medie e tecniche fra la periferia romana e Frascati. È stato tuttavia un grande uomo di lettere: consulente editoriale di raffinata cultura, critico letterario fra i più rispettati, con fama (piuttosta rara nell’ambiente) di piena indipendenza, nonché grande firma da terza pagina, fra Il Giorno (negli anni Sessanta), la Repubblica e Corriere della sera. Non era – per confrontarlo con un suo coetaneo – un lettore, scrittore e critico così onnivoro e così pop da spaziare, come Umberto Eco, fra storia medievale e Mike Bongiorno, fra letteratura classica e fumetto, fra giallo storico e saggistica accademica, ma nella sua vasta bibliografia figurano incursioni nella storia letteraria, del pensiero e delle religioni senza limiti ...

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