La piramide maya di Kukulkan
La piramide maya di Kukulkan

L'equinozio d'autunno, che quest'anno cade il 22 settembre, è per sua natura un evento che ha sempre esercitato un certo fascino sugli esseri umani. La fine dell'estate e il contestuale inizio dell'autunno è infatti un momento di transizione particolarmente significativo, che nell'antichità ha dato vita a riti e tradizioni di vario tipo.

In generale, molte civiltà del passato approfittavano del cambio di stagione per ringraziare le proprie divinità dei doni offerti durante la mietitura estiva. Ad Atene in questo periodo si celebravano ad esempio le Tesmoforie, delle feste in onore di Demetra, dea del grano e dell'agricoltura, nonché artefice del ciclo delle stagioni. Un culto simile, nato per omaggiare il prodotti della terra e salutare l'arrivo del freddo, ricorreva anche tra i Celti, che collegavano l'equinozio autunnale alla figura Mabon, dio della giovinezza, della vegetazione e dei raccolti. Per i druidi questa ricorrenza prendeva invece il nome di Alban Elfed ("luce d'autunno") o Alban Elued ("luce dell'acqua"), e sanciva una temporanea pausa della fatiche nei campi in favore di un periodo di maggiore riposo.

In Messico, a Chichen Itza, sorge la piramide maya di Kukulkan, nota anche come El Castillo, che in occasione dei due equinozi dà vita da circa un millennio a uno spettacolare gioco di luci e ombre. Quando nel tardo pomeriggio il sole illumina la struttura si crea infatti la forma di un serpente piumato, che rappresenta il dio Kukulkan, la cui sagoma "ondeggiante" sembra strisciare sullo sfondo dell'edificio.

Nella tradizione cristiana l'equinozio di settembre è infine legato a San Michele Arcangelo, simbolo tra le altre cose di cambiamento e liberazione, ma anche della capacità di distinguere il bene dal male.