Che autunno ci aspetta
Che autunno ci aspetta

Ci siamo: il 22 settembre l'estate sarà ufficialmente acqua passata. Alle 20:21 (ora legale italiana) nell'emisfero boreale inizierà infatti l'autunno astronomico. A sancirne il via sarà come sempre l'equinozio d'autunno, un fenomeno ricorrente in questo periodo dell'anno, ma che non ha una data fissa. Il prossimo anno (così come successo nel 2019) cadrà ad esempio il 23 settembre, tra l'altro in ulteriore ritardo rispetto a quella che tradizionalmente è ritenuta la data canonica di inizio autunno, ossia il 21 settembre.

Queste fluttuazioni dipendono dalla differenza che c'è tra il nostro calendario (detto gregoriano), che dura 365 giorni, e il tempo che la Terra impiega davvero per completare il proprio giro intorno al Sole, pari a 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 6 secondi. A voler essere ancora più precisi, la discrepanza effettiva è leggermente inferiore: ossia 5 ore, 48 minuti e 46 secondi a causa della cosiddetta precessione degli equinozi, un movimento molto lento della Terra simile a una trottola, che sottrae a quelle 6 ore un altro po' di minuti.

Per evitare il progressivo scollamento tra il calendario gregoriano e il ciclo delle stagioni è stato inventato l'anno bisestile, che ogni quattro anni rimette a posto le cose aggiungendo un giorno al mese di febbraio (arrotondando: 6 ore x 4 = 24 ore). Un ulteriore accorgimento, utile a far quadrare meglio i conti, prevede inoltre che possano essere bisestili solo gli anni secolari (cioè che segnano il passaggio di secolo) divisibili per 400; ragione per cui l'anno 2000 è stato ad esempio bisestile, mentre il 2100 non lo sarà.

La conseguenza di tutto questo è che l'equinozio d'autunno (così come quello di primavere e i due solstizi) può cambiare data. La maggior parte delle volte capita il 22 o il 23 settembre, ma nel 1931 è ad esempio successo che cadesse il 24 settembre; avvenimento che si ripeterà nel lontano 2303.





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