L'equinozio di autunno non cade sempre lo stesso giorno
L'equinozio di autunno non cade sempre lo stesso giorno

Il 22 settembre scatta l'appuntamento con l'equinozio d'autunno, evento astronomico che manda in archivio l'estate, dando contestualmente il benvenuto alla stagione autunnale. Il momento esatto è previsto alle 13:31, ora italiana, un po' prima dello scorso anno (23 settembre), ma in apparente ritardo rispetto alla data convenzionale di inizio autunno, ossia il 21 settembre. Tuttavia, non c'è nulla di strano: l'equinozio è infatti una ricorrenza mobile, per via della discrepanza tra il nostro calendario, basato sull'anno solare, e quello che tecnicamente è noto con il nome di anno siderale, che è l'effettivo periodo orbitale della Terra intorno al Sole.

In sostanza, per compiere un giro completo intorno alla propria stella madre (il cosiddetto moto di rivoluzione), la Terra impiega 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi, qualcosa di più dei 365 giorni canonici che siamo soliti contare annualmente. Questo equivale a dire che ogni anno tanto i due equinozi (autunnale e primaverile), quanto i due solstizi giungono con circa sei ore di ritardo.

Per recuperare le ore perse per strada ed evitare il progressivo slittamento delle stagioni gli esseri umani sono stati dunque costretti ad elaborare un artificio, che abbiamo sperimentato ad esempio anche in questo 2020. Ogni quattro anni il tempo viene sincronizzato grazie alla comparsa di un anno bisestile, che come risaputo è caratterizzato dalla presenza di un giorno extra (6 ore all'anno x 4 anni = 24 ore, ecco che i conti tornano).