Paola Cortellesi nel film 'La Befana vien di notte' (Ansa)
Paola Cortellesi nel film 'La Befana vien di notte' (Ansa)

Roma, 6 gennaio 2019 - E' il giorno dell'Epifania ed è ancora tempo di regali. Almeno per i bambini, che - se sono stati buoni - questa mattina al loro risveglio avranno trovato le calze della Befana piene di dolci ad attenderli. Gli adulti invece si saranno divertiti a inviare auguri e frasi, magari facendo dell'ironia su amiche e parenti, via Whatsapp e altri servizi di messaggistica. Quanti però conoscono la storia della festa della Befana, le sue origini e perché si celebra proprio il 6 gennaio?

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Questa figura folcloristica, molto nota in Italia e meno nel resto del mondo, deve il suo nome a una corruzione lessicale della parola "epifania" (in greco: apparizione, manifestazione). E' quest'ultima la festività (fissata dal calendario gregoriano al 6 gennaio, cioè 12 giorni dopo il Natale) in cui i cristiani celebrano la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità con la visita solenne dei Re Magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico che portarono al piccoli doni preziosi (oro, incenso e mirra).

In realtà però l'origine della Befana potrebbe essere connessa a riti pagani propiziatori risalenti al X-VI secolo a.C. e ai cicli stagionali legati all'agricoltura. Riti propabilmente proseguiti anche dagli antichi Romani. Secondo interpretazioni largamente accettate in centro e nord Europa, la Befana altri non sarebbe se non la personificazione al femminile della natura invernale. Rappresentata come una vecchia gobba con naso adunco, capelli bianchi spettinati e piedi abnormi, vestita di stracci e scarpe rotte, il suo compito sarebbe quello di volare sopra i campi e terreni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per propiziarne la fertilità. In un primo tempo condannata dalla Chiesa, l'antica figura pagana femminile fu accettata gradualmente nel Cattolicesimo come una sorta di dualismo tra il bene e il male

Cosa c'entra però tutto questo con la vecchia signora che, da tradizione, porta i regali ai bambini buoni e il carbone a quelli cattivi? Questa versione della Befana si deve a una leggenda risalente al XII secolo secondo cui i Re Magi, in cammino per rendere omaggio a Gesù, chiesero informazioni per raggiungere Betlemme a una vecchia signora. La donna fornì loro l'indicazione ma si rifiutò categoricamente di accompagnarli per andare a fare visita al piccolo. Quando i tre sapienti stranieri se ne andarono, però, si pentì di questa sua decisione e, riempito un cesto di dolci, uscì di casa per cercarli, senza riuscirci. La vecchietta allora bussò a ogni porta lasciando un dono a ogni bambino che incontrava, nella speranza che uno di loro fosse Gesù. E così continua a fare da millenni.