Due ruote, il manubrio e i pedali. Il tema della due ruote continua a tenere impegnati i designer e ai nomi illustri di Philippe Starck (sua la bici elettrica “M.A.S.S.“ del 2014) e di Richard Sapper (“Zoom bike“, 1998), si affiancano le nuove proposte.

Partiamo da un giovane ingegnere torinese, Gianluca Sada: ha realizzato la bicicletta senza raggi che può essere piegata e occupare lo spazio di un ombrello (ruote escluse, diametro 26). “Sadabike” è il progetto, sviluppato in Italia all’interno dell’Incubatore del Politecnico di Torino, di una bicicletta hubless (senza mozzo centrale), pieghevole, che coniuga design e manifattura italiana di eccellenza. "Grazie alla sinergia con il gruppo Adler la bici verrà realizzata interamente in fibra di carbonio e tutti i materiali utilizzati saranno rigorosamente made in Italy", spiega Sada, che quest’anno ha vinto l’A Design Award e sta per realizzare il sogno di vedere prodotta la sua creatura.

Un altro progetto che sta vedendo la luce in Italia è quello di “nCycle”, una due ruote elettrica progettata dall’architetto albanese Marin Myftiu in collaborazione con il designer newyorchese Hussain Almossawi. È stato solo grazie alla capacità di ingegnerizzare il progetto di Franco Moro (grande esperienza nel mondo delle moto) e alla Ncs Lab di Marcello Fantuzzi che la e-bike ha visto la luce nel Modenese, a Carpi. Le sue caratteristiche: è pieghevole, ha un motore nel corpo centrale da 250 W, un display olistico per la connessione allo smartphone e un manubrio che ruotando diventa un robusto blocco antifurto. Presentata lo scorso anno alla Eurobike ha già raccolto consensi e i primi ordinativi.

L’anima tecnologica, che punta su materiali come la fibra di carbonio, va di pari passo con una visione più naturale del mezzo ecologico per eccellenza. Ecco che sull’onda di alcuni prototipi d’autore, come la “Bamboo bike” del designer londinese Ross Lovegrove per Biomega (1997-2001), il legno sta trovando diversi motivi di impiego. Tra questi, la bici “WooBi” del designer Matteo Zugnoni di Morbegno, in provincia di Sondrio, che ha disegnato telaio e forcella in legno curvato riprendendo la nobile tradizione Thonet: la stessa che nel 2012 ha ispirato l’architetto Andy Martin nel realizzare un prototipo integralmente in faggio curvato. Il legno diventa elemento fondamentale anche delle “Sandwichbikes“, progettate dal designer olandese Basten Leijh per essere acquistate sul sito internet, spedite in scatola smontate ed essere assemblate in casa: 50 pezzi per 13 chili.

Si basa invece sulla trasmissione senza catena, e dichiara di essere la prima al mondo, la e-bike coreana “Mando Footloose” del designer Mark Sanders: pieghevole, ha la caratteristica di sviluppare energia che dai pedali si riversa nella batteria al litio che alimenta il motore nella ruota posteriore. In tema di energia alternativa, come non considerare anche il prototipo dell’architetto iraniano Mojtaba Raeisi della “Ele solar bike“, che all’interno delle ruote ha pannelli fotovoltaici orientabili per seguire il sole mentre si pedala. Forma e uso alternativi vengono proposti dalla “Kangaroo bike“ del designer bolognese Riccardo Randi: è una bici a forma di A con un grande marsupio centrale per il trasporto di oggetti vari in cui i pedali sono direttamente agganciati alla ruota posteriore.