Gli Emmy cambiano (in parte) pelle
Gli Emmy cambiano (in parte) pelle

L'Academy of Television Arts and Sciences, cioè l’ente che organizza e assegna annualmente gli Emmy Awards, ha deciso di accogliere almeno in parte le richieste di coloro che desideravano eliminare la distinzione di genere nelle categorie dedicate ai migliori attori e alle migliori attrici: le categorie in questione continueranno a chiamarsi così, ma chi riceverà una nomination o risulterà vincitore potrà scegliere di essere identificato con la parola "performer" al posto di "actor" oppure "actress". Quindi sulla statuetta e sul certificato degli Emmy la descrizione di chi è stato candidato oppure ha vinto potrà essere più elastica.
 

Emmy Awards: attori, attrici e performer non binari

La notizia sta facendo un certo rumore, negli Stati Uniti, perché gli Emmy sono un premio molto importante e celebre, dunque la presenza della definizione "performer" rappresenta un'apertura significativa alle istanze delle persone non binarie, quelle cioè che non corrispondono strettamente al genere maschile o a quello femminile e di conseguenza rifiutano di essere identificate attraverso la classificazione che distingue tra uomo e donna. In questo caso, tra attore e attrice. Chissà se gli Oscar faranno propria una simile decisione.
 

Quella degli Emmy è stata una mediazione

Bisogna però sottolineare che l'ambizione dei non binari era che le categorie scomparissero del tutto e che si parlasse solo di performer, a prescindere dalle distinzioni di genere: un po' come accade nel caso dei premi riservati alla regia o alla sceneggiatura, per esempio, che già prevedono la compresenza di generi. O, per uscire dall'ambito degli Emmy, come recentemente fatto dal Festival di Berlino, che ha trasformato i premi per la migliore attrice e attore in quelli per la migliore performance da protagonista e da non protagonista.

Insomma, l'Academy of Television Arts and Sciences ha trovato una mediazione, forse tenendo conto di un altro fatto: la presenza di più categorie riservate alla recitazione garantisce ampia visibilità ad attori e attrici, che possono approfittare della suddivisione di genere oltre a quella relativa ai protagonisti e non protagonisti, a quella fra serie drammatiche o comiche o ancora miniserie e film per la TV. Grazie alla distinzione uomo/donna sotto i riflettori finiscono molti professionisti, più di quanti ne figurino ad esempio nel campo della regia: a conti fatti, più del doppio. Dunque, per certi versi conviene che attrici e attori continuino a determinare categorie diverse, perché così più persone possono farsi conoscere e possono ambire a compensi più grandi in seguito a una nomination o a una vittoria. Da qui, probabilmente, la mediazione dell'Academy of Television Arts and Sciences.