Elon Musk, il CEO di Tesla
Elon Musk, il CEO di Tesla

I miliardari piangono, anche se fa meno male rispetto agli altri. È il caso di Elon Musk, il patron di Tesla, che ha visto ridursi di 50 miliardi di dollari il suo patrimonio personale in soli due giorni. Una cifra ragguardevole anche per l’uomo più ricco del mondo che, con questa débâcle, ha fatto segnare il record negativo nel Bloomberg Billionaires Index, l’indice che monitora la ricchezza quotidiana delle 500 persone più facoltose del mondo. Le azioni della sua azienda, infatti, sono crollate del 16% nel giro di 48 ore anche a causa di alcuni tweet del suo CEO. Musk, in ogni caso, resta il Paperon de Paperoni a livello mondiale con un portafoglio di 323 miliardi di dollari.

I tweet incriminati di Elon Musk

Secondo le ricostruzioni più accreditate il crollo in borsa di Tesla è stato causato (anche) da un tweet molto particolare del CEO, Elon Musk. Il boss dell’azienda americana, infatti, aveva chiesto nello scorso fine settimana ai suoi follower se fosse il caso di vendere il 10% delle sue azioni per pagare le tasse. I suoi seguaci su Twitter hanno risposto in massa per il Sì e i prezzi delle azioni Tesla sono scesi di quasi il 7% già lunedì.
L’ulteriore crollo di martedì, con il titolo che ha perso circa il 12%, è dovuto ad un altro tweet, stavolta del famoso imprenditore americano Michael Burry. Il tycoon aveva scritto in un post (poi cancellato) che Musk era costretto a vendere le azioni di Tesla per pagare alcuni debiti personali.
Il calo in borsa è stato influenzato anche dalla notizia che il cugino del CEO di Tesla e direttore della società EV, Kimbal Musk, ha venduto oltre 100 milioni di dollari di azioni della società americana la scorsa settimana.