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3 gen 2022

"A cena con Eco, che incubo i suoi quiz". I 90 anni del prof tra giochi e filosofia

L’anniversario: Elisabetta Sgarbi ricorda l’uomo, l’intellettuale e ripubblica il suo saggio d’esordio

3 gen 2022
claudio cumani
Magazine
Umberto Eco, 5 gennaio 1932-19 febbraio 2016. Sotto, Elisabetta Sgarbi
Umberto Eco (Fotoschicchi)
Umberto Eco, 5 gennaio 1932-19 febbraio 2016. Sotto, Elisabetta Sgarbi
Umberto Eco (Fotoschicchi)

Bologna, 4 gennaio 2022 - Mercoledì, 5 gennaio, Umberto Eco avrebbe compiuto 90 anni. E per ricordarlo La nave di Teseo, la casa editrice di cui lui era stato co-fondatore, pubblica (uscita venerdì 7) quel Filosofi in libertà che era stato il suo primo libro. Scritto nel ‘58 con lo pseudonimo di Dedalus, il libro è una sorta di Bignami della storia della filosofia in forma di filastrocca accompagnato talvolta da sapide vignette dell’autore. Ne parliamo con Elisabetta Sgarbi, direttore generale de La nave di Teseo che con il Professore ha condiviso un lungo cammino culturale. Come mai per celebrare questa ricorrenza è stato scelto di pubblicare proprio il suo primo libro? "Con Mario Andreose e con i suoi figli e sua moglie Renate, cerchiamo non solo di recuperare il catalogo di Eco e portarlo nella casa editrice da lui, con noi, fondata ma cerchiamo anche di continuare a scoprirlo e fare scoprire ai lettori aspetti magari meno noti. Abbiamo iniziato con la ripubblicazione di una sua conferenza, tenuta negli Stati Uniti, nel 1995: ne abbiamo vendute centomila copie. A maggio pubblicheremo un volume di oltre mille pagine, con molti inediti, curato da Vincenzo Trione, che ha raccolto gli scritti di Umberto dedicati all’arte. Venerdì, insieme al nuovo romanzo di Michel Houellebecq, uscirà appunto questo divertissement . È la sua anima giocosa, come se lui ci fosse ancora a festeggiare con autoironia il suo compleanno". Perché, a suo avviso, la scelta di quello pseudonimo, Dedalus, per l’esordio? "Beh, erano anni in cui un professore di filosofia non poteva scherzare così, pubblicamente. Erano anni in cui Eco non aveva ancora fatto la sua rivoluzione, aperto la strada e dato cittadinanza in Accademia alla dimensione del gioco, del pop, del fumetto, della televisione". In che misura si manifesta nella cultura contemporanea ...

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