Gabriele D’Annunzio (1863 - 1938) visse dal ’21 al Vittoriale degli Italiani, dove morì
Gabriele D’Annunzio (1863 - 1938) visse dal ’21 al Vittoriale degli Italiani, dove morì
di Riccardo Jannello "Mio caro Nando... tuo Gabriele". Sembra proprio che fra il Vate e Ferdinando Benvenuti, musicista e mecenate, ci fosse una grande amicizia e complicità. Siamo nel 1921, D’Annunzio si è appena insediato al Vittoriale e ha subito legato con quello che all’epoca è uno dei personaggi simbolo della vita culturale del Garda, appunto Benvenuti, 38 anni, venti meno del poeta. “Nando” è nato poco distante, a Toscolano, ma vive in una villa di Fasano, frazione di Gardone Riviera sulla riva del lago, dove si tengono feste e ricevimenti con personaggi rilevanti di quel momento storico nel quale si sta insediando a Roma Benito Mussolini. La nuova magione di D’Annunzio è a due passi, sulla collina che guarda il Benaco. I due si scrivono spesso, una ventina di lettere...

di Riccardo

Jannello

"Mio caro Nando... tuo Gabriele". Sembra proprio che fra il Vate e Ferdinando Benvenuti, musicista e mecenate, ci fosse una grande amicizia e complicità. Siamo nel 1921, D’Annunzio si è appena insediato al Vittoriale e ha subito legato con quello che all’epoca è uno dei personaggi simbolo della vita culturale del Garda, appunto Benvenuti, 38 anni, venti meno del poeta.

“Nando” è nato poco distante, a Toscolano, ma vive in una villa di Fasano, frazione di Gardone Riviera sulla riva del lago, dove si tengono feste e ricevimenti con personaggi rilevanti di quel momento storico nel quale si sta insediando a Roma Benito Mussolini.

La nuova magione di D’Annunzio è a due passi, sulla collina che guarda il Benaco. I due si scrivono spesso, una ventina di lettere a firma del poeta sono state ritrovate – assieme a una notevole messe di corrispondenza – dai nipoti Nicola e Cristoforo, che hanno espresso la loro meraviglia visto che sembra che lo zio – morto nel 1964 – non gli avesse mai raccontato del suo stretto legame con l’autore de Il piacere.

Le epistole inedite sono state affidate al nuovo Centro di documentazione e ricerca “Raccolte storiche dell’Università Cattolica di Brescia”, istituito e presieduto dal rettore Franco Anelli e diretto dal professor Andrea Canova, ordinario di letteratura italiana. "Un tesoro – dice il docente – che catalogheremo per metterlo poi a disposizione degli studiosi. Non escludiamo di assegnare il materiale a studenti perché ne facciano tesi di laurea".

Ma che cosa c’è in queste venti lettere che D’Annunzio ha scritto nell’arco di due anni a Ferdinando Benvenuti? Intanto sembra che il legame fra i due fosse forte anche grazie alla moglie che il pianista e cavaliere aveva sposato due anni prima a Londra: Rosalie Wheeler probabilmente assisteva D’Annunzio nei contatti con giornalisti ed editori anglosassoni. Come con un editore americano. La trattativa è su una biografia degli anni giovanili per la quale il Vate chiede 50mila dollari di anticipo e altri 50mila alla consegna del testo, ma poi non se ne farà nulla, così come per un’intervista a una scrittrice americana di cui non si fa il nome e che comunque D’Annunzio rifiuta di concedere. Si parla in alcune lettere anche dell’acquisizione del Vittoriale per il quale sembra Benvenuti abbia speso buone parole con le autorità del luogo.

Si allude anche alla vita politica. Il 23 dicembre 1922 il poeta fa riferimento a un tradimento di cui non rivela i termini. "Sono ormai un vecchio San Sebastiano coperto di ferite che – ahimé – non mi splendono come quelle di guerra", scrive D’Annunzio a Ferdinando il 9 ottobre 1923. D’Annunzio – spiega Canova in un’intervista al Giornale di Brescia – si definisce "assediato" da legionari e legionarie, in un periodo in cui si decideva anche sulla leadership del Partito fascista.

"Spero fin da oggi di potere visionare le lettere – ci dice Giordano Bruno Guerri, massimo studioso del pescarese e presidente del Vittoriale –; per ora posso solo dire che sono contento del ritrovamento di altri inediti oltre quelli numerosissimi scoperti ogni anno da noi".

Fra gli ultimi le 80 pagine che dovevano essere una prima stesura del Piacere, quella che lo stesso Guerri ebbe a definire "l’officina dello scrittore". E nella stessa casa-museo sono già conservate lettere che Benvenuti e la moglie gli scrivevano. "Il materiale che riteniamo esista ancora – dice lo studioso – è notevole; egli scriveva molte lettere e autografava le sue opere".

Tornando alla raccolta degli eredi Benvenuti, oltre agli scritti ci sono due album fotografici di eventi che si svolgevano nella villa o sul lago, come la Coppa Miraglia per idrovolanti e motoscafi. "D’Annunzio – dice Canova – compare in molte di queste immagini; e lo stesso Mussolini è in primo piano tra i partecipanti a una cerimonia". Era l’età dell’oro per la comunità gardesana. E l’arca di D’Annunzio potrebbe riscriverne altri capitoli.