Foto: Aevum / YouTube
Foto: Aevum / YouTube

Roma, 4 dicembre 2020 - Un drone grande tanto quanto un piccolo aeroplano, in grado di aiutare gli astronomi a osservare e studiare il nostro pianeta dallo spazio. La grande novità arriva da Aeuvm, azienda statunitense che ha da poco annunciato la nascita di un aeromobile che, sulla scia degli obiettivi di SpaceX di Elon Musk, migliorerà l’accessibilità allo spazio grazie a un innovativo sistema di lancio.

A cosa servirà il drone più grande del mondo

Il drone si chiama Ravn X, e come anticipato sopra è caratterizzato da un sistema di lancio autonomo per posizionare in orbita dei piccoli satelliti. Si tratta del drone più grande del mondo, capace di decollare e atterrare autonomamente anche su spazi a dir poco contenuti. Gli bastano infatti piste lunghe appena 1,6 chilometri e uno spazio hangar di minimo 740 chilometri quadrati. Ravn X è lungo 24 metri, alto 5,5 metri e caratterizzato da un’apertura alare di 18 metri. L’aeromobile, inoltre, funziona con lo stesso carburante degli aeroplani convenzionali e può volare in qualsiasi condizione meteorologica.

Verrà usato anche dall’US Space Force

Volando in maniera totalmente autonoma, Ravn X non avrà bisogno di piloti e le sue missioni non metteranno a rischio alcuna vita umana. La sua tecnologia si è ispirata al celebre Stratolaunch, l’aereo più grande del mondo sviluppato per lanciare carichi utili (ad esempio i satelliti) a mezz’aria: “Il nostro drone sta reinventando completamente l'accesso allo spazio. L'attuale definizione di scienza missilistica, secondo noi, non funziona” ha detto Jay Skylus, fondatore e CEO di Aevum. Skylus, con queste dichiarazioni, ha fatto capire che, grazie all’aeromobile da poco svelato, il classico concetto di “lancio nello spazio” (spesso associato a un missile lanciato in verticale) verrà oltrepassato. L’entusiasmo attorno al drone più grande del mondo è talmente alto che Aevum ha già ottenuto circa 1 miliardo di dollari attraverso i contratti di lancio. Tra i suoi clienti c’è la United States Space Force, che si affiderà al Ravn X per posizionare in orbita terrestre bassa (tra 300 e 1000 km di altitudine) una serie di piccoli satelliti.