Il drive-in horror con il distanziamento sociale - Foto: Twitter/kowagarasetai
Il drive-in horror con il distanziamento sociale - Foto: Twitter/kowagarasetai

Nell'epoca del distanziamento sociale, il mondo ha riscoperto il drive-in. Sigillati al sicuro nell'abitacolo, guidatori e passeggeri hanno potuto andare a vedere un film o ballare in discoteca, fare un giro allo zoo in uno strip club, e addirittura partecipare alla messa o confessarsi dal prete. In Giappone invece hanno applicato la formula per regalare un'esperienza di puro terrore ai clienti, tipo casa degli orrori, ma a prova di Coronavirus. "Non aprite quella portiera", insomma, parafrasando il titolo italiano del film culto del 1974 diretto da Tobe Hooper.

Come riporta l'agenzia AFP, l'idea è venuta alla società Kowagarasetai, traducibile con "la squadra che vuole spaventarti". Specializzata nell'allestimento di horror house, si è trovata pressoché senza lavoro durante l'emergenza pandemia e costretta a cancellare un evento dopo l'altro. Serviva quindi una soluzione compatibile con il distanziamento sociale (sia fra gli ospiti che tra questi e gli attori) e l'esigenza di evitare assembramenti in spazi ristretti: da qui è nato il nuovo format del drive-in del terrore.

Le "vittime" stanno chiuse nella loro auto parcheggiata in un sotterraneo buio di Tokyo, mentre la radio trasmette una storia di paura e gli attori, travestiti da morti viventi e da agghiaccianti fantasmi giapponesi, assaltano l'abitacolo emergendo dall'oscurità. Per tutta la durata dell'ordalia è impossibile scappare, il che rende l'esperienza ancora più intensa e divertente (per chi ama il genere). Le prime date sono andate esaurite al volo e visto il successo Kowagarasetai sta valutando di aggiungere altri appuntamenti con il drive-in horror.


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