L'insonnia è uno dei fattori che aumentano il rischio di scompenso cardiaco
L'insonnia è uno dei fattori che aumentano il rischio di scompenso cardiaco

Sonno e salute del cuore sono strettamente legati. Chi dorme in modo sano ha il 42% di probabilità in meno di sviluppare un'insufficienza cardiaca, a prescindere da altri fattori di rischio, rispetto a chi ha abitudini notturne disordinate o problemi di riposo. La correlazione è stata indagata e individuata da un team di scienziati della Tulane University di New Orleans, Stati Uniti.

La ricerca è partita dai dati sullo stile di vita di oltre 400mila persone fra i 37 e i 73 anni iscritte alla UK Biobank (un vasto studio clinico a lungo termine), tutte inizialmente senza problemi cardiaci; nei dieci anni successivi al 2010, quando sono state raccolte le informazioni, fra i partecipanti si sono registrati 5221 casi di insufficienza cardiaca. I ricercatori hanno quindi adottato una serie di parametri per valutare la qualità del sonno dei soggetti: quante ore dormivano, se avevano disturbi come insonnia e russamento, se erano mattinieri o nottambuli, e se erano affetti da sonnolenza durante la giornata.

Dopo aver tolto dall'equazione l'eventuale presenza di altri fattori (come diabete, ipertensione, utilizzo di medicinali), è emerso appunto che nelle persone che dormivano un sonno sano il rischio dell'insorgere dello scompenso cardiaco era minore del 42%. Lo studio ha inoltre rilevato che il rischio era più basso dell'8% per i mattinieri, del 12% per chi riposava dalle sette alle otto ore al giorno, del 17% per chi non aveva problemi frequenti di insonnia e del 34% per chi non soffriva di sonnolenza diurna.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Circulation.


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