di Eva Desiderio

Sessantotto maison dal mondo, tra marchi altissimi ed emergenti in cerca di gloria, per chiudere il cerchio della moda uomo per l’inverno 2021-2022 a Parigi, dopo la bella prova di Milano dove si sono confermati campioni di stile Prada, Nick Fouquet e Federico Curradi, il giovanissimo Federico Cina, Iceberg, Msgm, Tod’s. Tutto digitale anche in riva alla Senna, tra short moovie e sfilate di Berluti, Taakk, Sankuanz, Agnés b. e Rhude, JW Anderson, Walter Van Beirendonck, Rick Owens, Louis Vuitton, Dior Homme, Johji Yamamoto, Dries Van Noten, Paul Smith, Vetements, Loewe, Hermés, Thom Browne e Y Project. Si profila così un bel match per la moda uomo tra Italia e Francia. Intessante a Milano lo show di Prada, ancora una volta a quattro mani tra Miuccia e Raf Simons, la coppia creativa del brand. Una scatola con pavimento e pareti di pelouche per una collezione più intima del solito dove la silhouette è smilza e veloce, pezzi forti i capispalla con le maniche arrotolate fin sotto le braccia, le tute ‘intime’ che portavano i cowboy americani agli inizi del Novecento. Più classico il mood di MSGM, marchio di cui è fondatore, co-proprietario e direttore creativo Massimo Giorgetti. La collezione risente del soggiorno per lockdown a Courmayeur che ha ispitato il titolo Vertigine. In studio Giorgetti ha ricreato un ambiente di alta montagna con tanto di nevicata, per la regia di Lorenzo Gironi e la musica per la presentazione on line di Nico Vascellari. "Ho pensato al modo di vestire di Walter Bonatti - racconta lo stilista -. Mi ha ispirato un grande vecchio della montagna". Molto convincente la collezione uomo di Tod’s disegnata da Walter Chiapponi e indossata nel video dal giovanissimo attore Lorenzo Zurzolo. Chiapponi esplora il rapporto uomo-natura, punta sull’eleganza con nonchalance e tocco ribelle, mixando grunge e sartoriale.

Federico Curradi, stilista fiorentino che ha sempre lavorato nel segno del sostenibile e del riciclo, ha presentato a Milano una collezione firmata insieme allo stilista americano di cappelli Nick Fouquet. Buona la prova del direttore creativo di Iceberg James Long che lavora contando sull’esperienza produttiva di un gruppo come Gilmar della famiglia Gerani: spirito brit-pop e acid rock anni ’90, maglieria superba e pantajogging, felpe over con Linus & Co. In salsa graffiti.

Da Parigi l’energia batte lo stile casalingo che sembra travolgerci con lo sprint di Dries van Noten per una collezione che abbonda di modelli over, e poi l’eccentrico maschio di Viktor & Rolf con la t-shirt su cui campeggia un allegro Smile, i cappotti fino a terra di Louis Vuitton disegnati da Virgil Abloh che sbalordisce con la giacca a rilievo di grattacieli futuristi. L’Homme Plissé impazza da Issey Miyake, look primitivi per Rick Owens. I paesaggi dell’artista scozzese Peter Doig popolano i capi di Dior Homme secondo il tocco di Kim Jones.