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Il 'Dna spazzatura' non è tutto da buttare

Il nostro DNA è pieno di sequenze apparentemente inutili che però, dicono ora gli scienziati, sono vitali per la sopravvivenza cellulare

Ultimo aggiornamento il 16 aprile 2018 alle 19:37
La doppia elica del DNA (Foto: D3Damon)
Un ricerca condotta dall'Università del Michigan e sponsorizzata, tra gli altri, dal National Institutes of Health (NIH) ha scoperto che il cosiddetto DNA spazzatura, così chiamato per la sua presunta inutilità, non è affatto "da buttare". Tutt'altro: tali sequenze geniche svolgerebbero un ruolo fondamentale nell'impacchettamento dei cromosomi all'interno del nucleo, garantendo la sopravvivenza delle cellule in numerose specie.

INTANTO, CHE COS'È IL DNA SPAZZATURA
Si tratta di un nome informale per indicare quella grossa fetta di DNA non codificante che, essendo sprovvisto di geni, non contiene informazioni per produrre proteine. Il genoma umano è infatti composto per oltre il 98% da sequenze non codificanti, in alcuni casi altamente ripetute (DNA ripetitivo), di cui non si conosce la funzione e che secondo alcuni scienziati non servirebbero di fatto a nulla.

COSA SUCCEDE SE SI FA PULIZIA NEL DNA
Il team guidato da Yukiko Yamashita si è messo al lavoro partendo dall'idea che se ci fosse una fetta di genoma davvero inutile, forse "l'evoluzione l'avrebbe già eliminata". I ricercatori hanno quindi verificato cosa succede quando le cellule non possono disporre di alcuni elementi ritenuti superflui. A tale scopo, non potendo impiegare un metodo diretto (è infatti impossibile sbarazzarsi di tutto il DNA spazzatura), hanno approcciato il problema eliminando D1, una proteina che lega di norma alcune sequenze ripetute situate nella regione del centromero (il centromero è una specifica regione cromosomica).

QUINDI: CHE COSA SUCCEDE?
Semplificando al massimo: dato che D1 lega il DNA spazzatura (di cui si sa poco o nulla), cancellare la proteina equivale a silenziare il DNA spazzatura, impedendogli di svolgere la propria mansione, casomai ne avesse una. La rimozione di D1 dalle cellule di Drosophila melanogaster (il moscerino della frutta) ha permesso ai ricercatori di notare che le cellule germinali, ossia quelle che si trasformano in spermatozoi o cellule uova, andavano incontro alla morte. Analisi più approfondite hanno anche mostrato che all'esterno del nucleo delle cellule morenti si formavano minuscole protuberanze, "infarcite" di frammenti di genoma.

SPAZZATURA , PER MODO DI DIRE
In sostanza, lo spegnimento delle sequenze non codificanti porta alla dispersione dei cromosomi, impedendo alle cellule di restare in vita. Alla luce dei risultati raccolti, i ricercatori hanno quindi ipotizzato che le sequenze ripetute siano dei punti di attracco per la proteina D1, il cui compito è radunare insieme tutto il DNA "come in un bouquet" per impacchettarlo all'interno del nucleo. La conclusione è rafforzata dal fatto che il team ha riprodotto l'esperimento sulle cellule di topo, osservando gli stessi identici risultati. Le evidenze inducono la squadra di Yamashita a ritenere plausibile che il DNA spazzatura risulti fondamentale per la sopravvivenza cellulare anche negli esseri umani, sebbene saranno necessari ulteriori approfondimenti per chiarire questo ultimo punto.

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