di Giovanni Morandi Il 17 dicembre 1963 i berlinesi della zona ovest furono autorizzati a varcare il Muro per andare a trascorrere le vacanze di Natale con i parenti che erano nella zona est e questo fu possibile grazie a Willy Brandt, a quel tempo borgomastro socialdemocratico di Berlino ovest, sostenitore...

di Giovanni

Morandi

Il 17 dicembre 1963 i berlinesi della zona ovest furono autorizzati a varcare il Muro per andare a trascorrere le vacanze di Natale con i parenti che erano nella zona est e questo fu possibile grazie a Willy Brandt, a quel tempo borgomastro socialdemocratico di Berlino ovest, sostenitore di quella che sarebbe stata la ostpolitik verso la Ddr. Fu chiamato l’Accordo dei Lasciapassare e ne beneficiarono 700mila berlinesi che non vedevano i loro familiari da oltre due anni. Una possibilità che fu ripetuta anche dopo e che ben rappresentò la forza delle tradizioni, degli affetti e delle radici che si dimostrarono più forti del Muro e dell’ateismo di Stato. Gli album fotografici dell’epoca ci mostrano le code dei berlinesi davanti ai checkpoint, carichi di doni e perfino di piccoli abeti da portare ai loro cari.

Quei giorni forse hanno poco a che fare con quelli che stiamo vivendo oggi ma qualche analogia ce l’hanno nel riproporre la sofferenza della lontananza. Anche se a quel tempo le motivazioni erano politiche e ora riguardano la salute. Ma le code di allora per varcare il Muro ci dicono quale potrebbero essere gli effetti di deroghe o ancor di più di piccate determinazioni a mantenere divieti che confliggono con la profondità dei sentimenti e delle tradizioni religiose. E questo ci dà la misura di quanto sia giustificata la raccomandazione a non sottovalutare l’insofferenza verso i cosiddetti divieti di Natale. E di considerare l’implicazione degli affetti, che forse non sarà un argomento politico ma di certo è molto concreto.