Tv, cinema, stampa, pubblicità possono essere potenti strumenti di inclusione. O, al contrario, rafforzare i muri che separano le componenti della società. Alle prime, le espressioni virtuose della comunicazione guarda la onlus Diversity che dopo l’esame di ore e ore di programmi assegna gli “awards“ ai campioni della tv che abbatte le barriere. Per il 2020 i Diversity Media Awards hanno eletto la...

Tv, cinema, stampa, pubblicità possono essere potenti strumenti di inclusione. O, al contrario, rafforzare i muri che separano le componenti della società. Alle prime, le espressioni virtuose della comunicazione guarda la onlus Diversity che dopo l’esame di ore e ore di programmi assegna gli “awards“ ai campioni della tv che abbatte le barriere.

Per il 2020 i Diversity Media Awards hanno eletto la coppia Chiara Ferragni e Fedez come “personaggio dell’anno“ per la battaglia a favore della legge Zan. Cartabianca, condotto da Bianca Berlinguer su Raitre è il programma più inclusivo della tv e La versione delle due (con Silvia Boschero e Andrea Delogu su Radio 2 Rai) della radio. Premiato Ferro, doc di Amazon Prime su Tiziano Ferro, come miglior film; premi a Sex Education di Netflix, a Skam Italia, come miglior serie tv nazionale e a Elena, diventerò presidente (Disney+) come serie per bimbi. Fra gli spot, quello che fa pubblicità a Zalando ma anche all’inclusione.

Scopo dei Diversity Media Awards è far emergere ciò che è pregiudizialmente condannato all’invisibilità. "Le persone nel buio spariscono, ma non smettono di esistere, noi le tuteliamo e le riscattiamo dal buio dove si vorrebbe relegarle" spiega Francesca Vecchioni, fondatrice e presidente di Diversity, riferendosi a chi è discriminato per identità di genere, orientamento sessuale, etnia, età, abilità.

Non solo programmi, anche persone fra i destinatari degli Awards. Come Francesco Cicconetti, @mehths sui social, transessuale che racconta la sua transizione. O come Carlotta Vagnoli, autrice di Revenge Porn e narrazioni problematiche, miglior prodotto digitale. Alla consegna dei premi (su Raiplay e canali social) una passerella di portatori di “diversità” da superare, perché, come dice Luca Trapanese che assieme alla figlia adottiva down compone una famiglia dove non ci sono un padre e una madre, "nessuno è cosi perfetto da accusare l’imperfezione degli altri, ma ognuno è perfetto così com’è, nel rispetto di tutti".

Piero Ceccatelli