di Marianna Grazi Famiglia, giovani, linguaggi di genere e migranti. Il comitato scientifico di Luce!, il canale del nostro gruppo editoriale dedicato ai temi della diversità, della coesione e dell’inclusione, si è riunito ieri per la prima volta e ha individuato le tavole tematiche su cui andrà ad articolarsi il lavoro del board nei prossimi mesi. L’obiettivo? Arrivare a stilare una Carta che possa offrire un punto di vista coerente con gli obiettivi di Luce! sui temi più delicati e complessi della nostra contemporaneità. Gli esperti chiamati a raccolta – registi, scrittori, economisti, statisti, professori – si sono dunque messi al lavoro per realizzare un percorso culturale di eccellenza. "Le vostre sono...

di Marianna Grazi

Famiglia, giovani, linguaggi di genere e migranti. Il comitato scientifico di Luce!, il canale del nostro gruppo editoriale dedicato ai temi della diversità, della coesione e dell’inclusione, si è riunito ieri per la prima volta e ha individuato le tavole tematiche su cui andrà ad articolarsi il lavoro del board nei prossimi mesi. L’obiettivo? Arrivare a stilare una Carta che possa offrire un punto di vista coerente con gli obiettivi di Luce! sui temi più delicati e complessi della nostra contemporaneità. Gli esperti chiamati a raccolta – registi, scrittori, economisti, statisti, professori – si sono dunque messi al lavoro per realizzare un percorso culturale di eccellenza.

"Le vostre sono voci diverse che provengono da mondi diversi - ha sottolineato l’editrice Sara Riffeser Monti, che ha fortemente voluto con la sua famiglia luce.news - Potrete aiutarci a fornire ai lettori vari punti di vista, come cassa di risonanza di un’idea concreta di cambiamento". Un cambiamento che deve partire "proprio dal modo di comunicare, aspetto fondante di un gruppo editoriale che punta a trovare nuovi linguaggi", ha sottolineato Michela Colamussi, responsabile della transizione digitale di Editoriale Nazionale.

Per questo, come ha spiegato la direttrice de La Nazione Agnese Pini, "vogliamo diventare un laboratorio permanente di proposte e di stimoli, grazie alla ‘voce critica’ del comitato stesso".

Identità di genere, linguaggi, migranti, disabilità, giovani generazioni, nuove famiglie. Temi che non devono essere gabbie ma che si intersecano creando la trama di un mondo in continua evoluzione. "Non serve un linguaggio nuovo, serve iniziare a considerare la diversità come qualcosa che ci rende unici" ha affermato Luisa Bagnoli. "Penso non solo alle parole, ma anche alle rappresentazioni – ha aggiunto lo scrittore e regista Ivan Cotroneo –. È importante raccontare per immagini una realtà che ci circonda e che è spesso negata".

Anche Nando Pagnoncelli, sondaggista e direttore di Ipsos, punta sull’andare oltre la semplice parola ’inclusiva’: "Dobbiamo dargli valore. Non basta parlare di diversità se poi non la si accoglie". Sulla stessa linea Luca Pancalli, il presidente del Comitato Paralimpico italiano: "Troviamo il coraggio allora di abolire anche il concetto di disabilità: i disabili sono esseri umani, sono persone come le altre, non ghettizziamole dentro categorie che li fanno sentire perennemente esclusi".

Per Luca Trapanese (fondatore di "A ruota libera Onlus") si deve "trovare il coraggio di andare oltre schemi e preconcetti, specie quando si parla di disabili: facciamo leva sulla necessità di includere ciò che continua a essere considerato diverso e lontano".

"Sono contenta del fatto che faremo un focus su famiglie e giovani – ha detto Claudia Segre, presidente di Global Thinking Foundation –: è necessario parlarne in una chiave che sia il più possibile attenta alle nuove realtà legate al multiculturalismo e all’immigrazione". Francesco Sorelli, direttore comunicazione di Ruffino, ha aggiunto: "È importante proporre modelli positivi non cercare di negare o imporre modelli di comportamento". Incidere senza categorizzare. Perché gli stessi tavoli tematici diventino un luogo dove si possa parlare di diritti interconnessi. In due parole, quelle che usa Sofia Viscardi, scrittrice e content creator, "intersezionalità di battaglie". A conclusione il direttore del Giorno, Sandro Neri, tira le somme: "Avremo vinto se riusciremo a creare un confronto che possa dare nuove letture sulla realtà, e a farsi capire e seguire dal nostro pubblico".