Italian singer Diodato performs on stage at the Ariston theatre during the 70th Sanremo Italian Song Festival, Sanremo, Italy, 08 February 2020. The festival runs from 04 to 08 February. ANSA/ETTORE FERRARI

Milano, 14 febbraio 2020 - Liquido o fisico può essere il successo di Sanremo. In attesa degli ultimi dati di oggi dagli store per la parte fisica (i cd), la Daily Charts Italy di Spotify, lo streaming che comanda le classifiche ufficiali italiane, vedeva ieri sera in testa Diodato, seguito dai Pinguini e Gabbani, in risalita dopo un lieve calo, in discesa Achille Lauro (4), stabili Fasma, il giovane che corre ormai da mesi, Elettra Lamborghini, Elodie, Levante, prima di ritrovare (extra gara di Sanremo) Ghali, tha Supreme, Mahmood. Poi ancora Sanremo 2020: Rancore con Eden (12). Junior Cally in picchiata al 34 è la vera sorpresa. Le Vibrazioni al 16, Leo Gassmann al 17, Anastasio al 20, Bugo al 24. 
Se esaminiamo il totale degli streams (ascolti in streaming) nella settimana, Diodato è a 3,968 milioni, Pinguini a 3,701, Gabbani a 2,954, Lauro a 3,613 (era partito fortissimo). Un top manager della discografia mi aveva detto che solo pochi sarebbero sopravvissuti all’effetto Sanremo, non Diodato e i Pinguini secondo lui, che però c’è stato. 
Si ripeterà il boom 2019 di Mahmood e Ultimo? Non credo. I numeri piccoli di iTunes ci dicono le stesse cose, primo Diodato poi Gabbani, Lauro, Pinguini, Vibrazioni, Pelù, Elettra, Elodie, Bugo (sì, «quello sfigato di Bugo», riflettete gente). Dalla distribuzione i dati ancora parziali sul fisico vedono bene Gabbani, Diodato, Elodie, Le Vibrazioni, aspettando l’uscita degli album.
Oggi per Gabbani, più di 20mila copie uscite, e Diodato, 8mila copie e in veloce ristampa. 


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In sintesi: che sorprese. Ha vinto Diodato e ci credevano in pochi, ha perso sul podio Gabbani e non se l’aspettava nessuno. I Pinguini sono la rivelazione, ma non fra i giornalisti, fra i giovani Fasma ma Leo Gassmann sta bene. La debacle, non artistica ma di consensi e streams, dell’onda rap e trap, a parte Rancore, fa rumore. Perché Achille Lauro è ormai una storia a parte. Graphic Novel, a fumetti. Il consenso parziale su Anastasio, che per me aveva un pezzo potente. 
Parola definitiva sul voto di sabato, giuria per giuria. Il televoto sui 23 cantanti non ha avuto in realtà picchi decisivi: Gabbani (14,75), non un trionfo, Urso (11,43), unico colpo di coda dei talent, Pinguini (11,42), Lauro (9,37), Diodato (9,08). 
Ancora più piatta e dispersiva la Demoscopica: Gabbani (9,78), Diodato (9,38), distacco minimo, Le Vibrazioni (8,75), Pelù (7,82), i Pinguini (7,74). 
Più concentrato il voto della Sala Stampa, come da vocazione (ci dovrebbe essere un minimo comun denominatore critico): Diodato (21,88), Gabbani (10,30), Elodie (7,14), Tosca (6,36), Pinguini (6,03). Classifica finale serata: Diodato (13,40), già in testa prima dello spareggio a tre, Gabbani (11,64), Pinguini (8,43). 
Molto interessante la polarizzazione nella sfida finale. Televoto: Gabbani (38,85), Pinguini (37,21), Diodato (23,93). Demoscopica: Gabbani (38,67), Diodato (36,33), Pinguini (25). Sala Stampa: Diodato (57, 97), Gabbani (24,15), Pinguini (17,87). Decisiva. Non esiguo comunque il distacco finale, 39,2 a 33,9. Dentro i numeri c’è la verità.