di Silvia Gigli Una vita sotto i riflettori. La primogenita del Duca di York, Elizabeth Alexandra Mery, nata il 21 aprile 1926, non avrebbe mai immaginato che tutta sua esistenza sarebbe stata una fiction, come la serie tv The Crown o il film The Queen. Quando lo zio Edoardo VIII nel 1936 abdica per sposare l’americana divorziata Wallis Simpson – e qui siamo già dentro un film: W.E. - Edward e Wallis, 2012, alla regia nientemeno che Madonna – il trono passa al fratello, il papà di Elisabetta, uomo timido e malato: Giorgio VI muore il 6 febbraio 1952, nello stesso giorno Elisabetta diventa regina. Ha 25 anni. Nel 1947 ha sposato Filippo Mountbatten dal quale ha avuto quattro figli: Anna, Carlo, Andrea e Edoardo. Filippo, maestro di gaffes, deve aver influenzato la consorte se in un documentario della Bbc sulla Royal Family, rispuntato adesso ma subito...

di Silvia Gigli

Una vita sotto i riflettori. La primogenita del Duca di York, Elizabeth Alexandra Mery, nata il 21 aprile 1926, non avrebbe mai immaginato che tutta sua esistenza sarebbe stata una fiction, come la serie tv The Crown o il film The Queen. Quando lo zio Edoardo VIII nel 1936 abdica per sposare l’americana divorziata Wallis Simpson – e qui siamo già dentro un film: W.E. - Edward e Wallis, 2012, alla regia nientemeno che Madonna – il trono passa al fratello, il papà di Elisabetta, uomo timido e malato: Giorgio VI muore il 6 febbraio 1952, nello stesso giorno Elisabetta diventa regina. Ha 25 anni. Nel 1947 ha sposato Filippo Mountbatten dal quale ha avuto quattro figli: Anna, Carlo, Andrea e Edoardo.

Filippo, maestro di gaffes, deve aver influenzato la consorte se in un documentario della Bbc sulla Royal Family, rispuntato adesso ma subito rimosso da You Tube "per problemi di copyright", la Regina, nel corso di un pranzo con il presidente Usa Richard Nixon, si lascia andare a un commento censurabile sull’ambasciatore Usa dell’epoca definendolo "un gorilla". La Bbc ha spiegato che il doc, girato alla fine degli anni ’60 e andato in onda nel 1969 (allora più di 350 milioni di spettatori), era riapparso sul web all’inizio di questo mese, 10mila visualizzazioni. Poi una manina l’ha prontamente tolto di circolazione. L’affaire gorilla, le vicende politiche di ciò che restava dell’Impero sono niente però rispetto ai flirt di figli e nipoti.

Nell’occhio del ciclone, fin dall’inizio, c’è Carlo, giovane colto, non bellissimo: sfarfalleggia ma non si decide. Nell’ultima stagione di The Crown, la quarta, diffusa su Netflix nel novembre scorso, la sua storia è narrata nei dettagli. Carlo alla fine sceglie la Corte: sposerà la giovane e nobilissima Diana Spencer, una maestra d’asilo timida, sicuramente vergine, interpretata nella serie tv da una somigliantissima Emma Corrin, ripresa fragile, sola e preda della bulimia mentre – ancora fidanzata – aspetta il suo Principe che l’ha già abbandonata: Carlo da tempo frequenta Camilla Shand, sposata con Andrew Parker Bowles.

In diretta tv mondiale, il matrimonio (vero) di Carlo e Diana è qualcosa che va oltre la fiction. È il 29 luglio del 1981 quando una vaporosissima Diana e un rigido Carlo si dicono sì nella Saint Paul Cathedral. Tutto il mondo è incollato al piccolo schermo per la favola del secolo. Ma il dramma è ovviamente dietro l’angolo. Il matrimonio dura 16 anni, fino al 1996. Nascono due figli: William nel 1982 e Harry nell 1984. Già nel 1985 la coppia mostra forti segni di cedimento. Diana è infelice, sa che Carlo non lascerà mai Camilla. Si dispera, tenta il suicidio però al contempo si fa più audace e la sua bellezza da rosa inglese sboccia. Mentre lei si impegna in campagne internazionali contro le mine antiuomo, nel 1992 un libro rivela i tradimenti di Carlo.

Il divorzio è del ’92. Ma il peggio deve ancora arrivare. Il 31 agosto 1997 Lady D. muore a Parigi insieme a Dody Al Fayed in un incidente sotto il ponte dell’Alma. Il mondo è sotto choc, la casa reale tace. Helen Mirren, premio Oscar 2007 per la sua interpretazione di Elisabetta in The Queen di Stephen Frears, è in questo esatto momento che dà il massimo della sua maestria d’attrice: Elisabetta si ritira nel castello di Balmoral, incapace di comprendere la reazione di sgomento popolare alla tragedia. È fredda, dura, forse scioccata, forse infastidita. Forse disperata, in quella profondità dell’anima impossibile da mostrare ma che si esplicita solo in un gesto: a caccia, invece di uccidere un cervo, lo lascia fuggire.

Sarà sotto la spinta del primo ministro Tony Blair, che definisce Diana "la principessa del popolo", che Elisabetta – nella realtà come in quel film – deciderà di seguere il feretro della ex nuora insieme al figlio e ai nipotini. Nipotini oggi uomini: William sposato dal 2011 con Kate Middleton, genitori di 3 figli. Harry sposato, nel 2018, con l’attrice californiana Meghan Markle, fuggiti con il loro bambino in California, verso contratti tv.

Elisabetta comunque abbozza e continua a tenere salde le redini della ditta. Appare un pilastro d’acciaio che niente potrà scalfire. Il suo motto, ripetuto agli inglesi in piena pandemia, anche nell’ultimo saluto dal piccolo schermo, è lo stesso da sempre: "Non mollare mai, non disperare mai".