Lucertola preistorica: ricostruzione artistica di O. naga (Foto: Stephanie Abramowicz)
Lucertola preistorica: ricostruzione artistica di O. naga (Foto: Stephanie Abramowicz)

Lo scorso anno il ritrovamento di un frammento di ambra nel nord del Myamar era stato salutato con enorme stupore dalla comunità scientifica. All'interno del pezzo di resina, risalente a 99 milioni di anni fa, riposava la testa del dinosauro più piccolo del mondo, le cui sembianze venivano descritte a metà strada tra un rettile e un colibrì. Uno studio appena pubblicato su Current Biology documenta che in realtà si trattava di un abbaglio: il ritrovamento di un nuovo fossile dimostra infatti che l'Oculudentavis khaungraae (questo il nome assegnato all'animale) non era un uccello preistorico, bensì una lucertola dal muso trasfigurato.

Un po' rettile, un po' uccello

Il ritrovamento dell'Oculudentavis khaungraae (ossia "uccello occhio-denti") aveva suscitato curiosità tra i paleontologi per l'eccezionale stato di conservazione del cranio, che metteva in luce una combinazione di caratteristiche anatomiche senza precedenti. Tra queste, spiccavano il becco dotato di denti affilati e le  grandi cavità oculari, che secondo gli esperti ospitavano due occhi sporgenti. Basandosi sulle dimensioni del capo, lungo appena due centimetri, era stato inoltre calcolato che l'animale potesse pesare meno di due grammi.

Fossili a confronto

Il nuovo reperto è stato dissepolto sempre in Myamar e a un primo colpo d'occhio non sembrava avere molto da spartire con il dinosauro-colibrì. Per due principali ragioni: la mancanza del becco e la contestuale presenza di un rivestimento squamoso. Analisi radiologiche più dettagliate hanno tuttavia evidenziato somiglianze profonde tra i due fossili, soprattutto per quanto riguarda la posizione dei denti e la forma delle cavità oculari. Gli scienziati hanno così concluso l' Oculudentavis khaungraae non era il rappresentante di una sconosciuta linea di volatili, ma una lucertola con il muso schiacciato a seguito dell'usura del tempo. "Immaginate di prendere una lucertola e pizzicarle il naso a mo' di triangolo", ha spiegato Edward Stanley, direttore del Florida Museum of Natural History; "Sembrerebbe molto più simile a un uccello".

Uno strano animale

L'equipe ha anche sottolineato che dal punto di vista della classificazione tassonomica i due rettili non appartengono alla stessa specie, ma sono riconducibili allo stesso genere, e come tali strettamente imparentati. A tale proposito, il nuovo esemplare è stato ribattezzato Oculudentavis naga. Gli ultimi sviluppi della vicenda ridimensionano la portata della prima scoperta, ma non hanno spento l'entusiasmo degli scienziati, secondo cui siamo comunque di fronte a degli animali "molto strani", nonché diversissimi "da qualsiasi altra lucertola che vediamo oggi". "Pensiamo che rappresenti un gruppo di squamati di cui non eravamo a conoscenza", si legge in una nota conclusiva.