Diletta Leotta
Diletta Leotta
Roma, 28 marzo 2021 - La (nuova) signora del pallone. E dello streaming. Diletta Leotta ha capito in anticipo dove il vento avrebbe prima o poi soffiato e ci è andata. Sembrava una scommessa assai rischiosa, quando tre anni fa abbandonò Sky, un posto (quasi) fisso e la diretta della serie B che le andava già un po’ stretta. Accettò l’offerta di Dazn che quell’estate impegnava gli italiani più che altro in esercizi vocali sulla corretta pronuncia del nome della piattaforma – non canale, termine ormai novecentesco e desueto – che si candidava con forza a entrare nel mercato dei diritti tv. Dopo tre anni il processo si è completato. Le partite di serie A, dalla prossima stagione, si vedranno su Dazn. Lei è diventata la nuova signora del pallone. L’autunno scorso in un’intervista, di fronte alle solite...

Roma, 28 marzo 2021 - La (nuova) signora del pallone. E dello streaming. Diletta Leotta ha capito in anticipo dove il vento avrebbe prima o poi soffiato e ci è andata. Sembrava una scommessa assai rischiosa, quando tre anni fa abbandonò Sky, un posto (quasi) fisso e la diretta della serie B che le andava già un po’ stretta. Accettò l’offerta di Dazn che quell’estate impegnava gli italiani più che altro in esercizi vocali sulla corretta pronuncia del nome della piattaforma – non canale, termine ormai novecentesco e desueto – che si candidava con forza a entrare nel mercato dei diritti tv. Dopo tre anni il processo si è completato.

Le partite di serie A, dalla prossima stagione, si vedranno su Dazn. Lei è diventata la nuova signora del pallone. L’autunno scorso in un’intervista, di fronte alle solite domande, disse: "L’aspetto condiziona la credibilità. Nessun errore ti viene perdonato, perché ci si attacca a ogni inesattezza per poter dimostrare che non sei adatta per parlare di sport".

E spesso è stato il fuoco (presunto) amico a scatenarsi, gli attacchi le sono arrivate più dalle donne che si sono occupate e si occupano ancora di calcio, che dagli uomini. Che le partite di serie A finiscano in streaming, chiudendo di colpo l’era del televisore con le sue relative declinazioni (dal tubo catodico al decoder), e che Diletta Leotta sia il volto di questa rivoluzione è perfettamente coerente con l’evoluzione del calcio in direttissima, sui tempi istantanei del racconto e a chi, di conseguenza, spetti il compito di narrare il romanzo calcistico domenicale. Più simile a un post sui social, a una foto su Instagram che ai riflessi filmati (non si chiamavano ancora highlights) dei programmi sportivi della Prima Repubblica.

La figura femminile della conduttrice sportiva ha vissuto un’evidente trasformazione nella storia televisiva. Raccontava proprio su questo giornale, qualche settimana fa, Novella Calligaris il suo imbarazzo nella prima edizione di una Domenica Sportiva estiva. "Pur non essendo mai stata femminista – le parole di Novella – c’era un ambiente un po’ troppo antifemminista". All’epoca le conduttrici televisive sportive rischiavano di fare le belle statuine e di essere considerate come delle vallette. Novella avrebbe fatto poi il Processo del Lunedì, la prima edizione del 1980, al fianco di un nume tutelare del pallone come Enrico Ameri e poi è andata avanti nella sua carriera giornalistica.

Tra tv di stato, tv private e pay-tv abbiamo visto nel giro di poco tempo trasformarsi il racconto del pallone e le figure incaricate di raccontarcelo. Antonella Elia al fianco di Raimondo Vianello in Pressing o Alba Parietti in Galagoal al fianco di Massimo Caputi fanno parte di un’altra era geologica televisiva. Ilaria D’Amico che inizia con La giostra del pallone su Rai International fino a occupare il ruolo della prima signora del pallone nell’era della pay tv, con l’arrivo a Sky, rappresenta la linea d’ombra che viene definitivamente varcata. Per diventare normalità. Ma nonostante tutto la D’Amico è finita spesso nel tritacarne di una critica dozzinale. L’errore è concesso – e di giornalisti sportivi, uomini, che sbagliano sono pieni gli archivi televisivi – ma se lo commette una donna vale doppio. Un po’ come il gol in trasferta nelle competizioni europee.

Ed ecco che torna il rapporto tra l’aspetto e la credibilità. Tra l’aspetto che possiamo definirlo, senza essere ipocriti, bellezza e la competenza.

Diletta Leotta è credibile come conduttrice sportiva? Sicuramente consuma le scarpe, anzi i tacchi (anche qui non siamo ipocriti) a bordo campo (non in tribuna), e sicuramente per chi si mette davanti a un computer, a un tablet, a un telefonino, per guardarsi una partita di calcio, riesce a dare l’idea di quello che sta succedendo. Nessuno meglio di lei ha capito dove sarebbe andato a finire il pallone. In streaming. L’ha intuito, poteva stare al caldo a Quelli che il calcio o negli studi Sky, è andata al freddo sui campi di calcio. Essere credibili, significa anche anticipare i tempi. E lei l’ha fatto.