di Giovanni Bogani Se ne va, a settant’anni, Daria Nicolodi. Donna e attrice colta, intelligente, coraggiosa, elusiva, icona del cinema di Dario Argento, sua compagna di vita e di cinema per dodici anni e sette film; madre di Asia, che la ha ricordata ieri su Instagram con parole di incandescente emozione. "Riposa in pace mamma adorata. Ora puoi volare libera con il tuo grande spirito, non dovrai più soffrire. Io cercherò di andare avanti, per i tuoi amati nipoti e soprattutto per te, che mai mi vorresti vedere così addolorata. Senza di te mi manca la terra sotto i piedi e sento di aver...

di Giovanni Bogani

Se ne va, a settant’anni, Daria Nicolodi. Donna e attrice colta, intelligente, coraggiosa, elusiva, icona del cinema di Dario Argento, sua compagna di vita e di cinema per dodici anni e sette film; madre di Asia, che la ha ricordata ieri su Instagram con parole di incandescente emozione. "Riposa in pace mamma adorata. Ora puoi volare libera con il tuo grande spirito, non dovrai più soffrire. Io cercherò di andare avanti, per i tuoi amati nipoti e soprattutto per te, che mai mi vorresti vedere così addolorata. Senza di te mi manca la terra sotto i piedi e sento di aver perso il mio unico vero punto di riferimento. Sarò per sempre la tua Aria, Daria".

A teatro, al cinema e in tv, Daria Nicolodi aveva portato una figura femminile nuova, snella, nervosa, magnetica, intrigante. Agli antipodi delle maggiorate che, con la loro opulenza, avevano colonizzato il cinema italiano negli anni ’50 e ’60. Il suo volto era una rivoluzione. "Fiorentina di Bellosguardo", scriveva nel profilo Instagram. A Bellosguardo, collina nobile di Firenze, nasce il 19 giugno 1950. Suo nonno era il compositore Alfredo Casella; la madre, Fulvia, insegna filosofia presocratica all’università; il nonno paterno è il fondatore dell’Unione nazionale Ciechi. La sorella, Fiamma, diventerà una prestigiosa musicologa: anche Daria impara il pianoforte, e a 18 anni tenta la grande avventura. Roma, l’Accademia teatrale. Teme di non entrare, invece piace a Luca Ronconi che la porta con sé, a soli 19 anni, a debuttare con il suo Orlando furioso a Spoleto. Il teatro è il primo, grande amore ma anche cinema e tv si accorgono presto di lei: al cinema, colpisce con La proprietà non è più un furto di Elio Petri.

Nel 1974, la svolta. Va ai provini per Profondo rosso, il film che Dario Argento sta preparando. I due si trovano a perfezione: amano entrambi Chandler, Lovecraft, Poe. Dario la sceglie per il ruolo della giornalista Gianna Brezzi, determinata, libertina, emancipata, al fianco di David Hemmings. Daria fa conoscere a Dario i Goblin, "una musica che sembra il vento". Con Argento, Daria sarà poi in Suspiria, Inferno, Tenebre, Phenomena, Opera, lavorando come attrice ma anche come sceneggiatrice. Nel 1975 nasce la loro figlia, Asia. La chiamano così in onore di Asja Lacis, personalità del ‘900 russo, regista, filosofa, rivoluzionaria.

La storia d’amore con Dario finirà nel 1985. Daria lavorerà ancora con molti registi, da Scola a Veronesi e Calopresti. Recita in inglese con Jack Lemmon in Maccheroni; si fa dirigere dalla figlia in Scarlet Diva. Torna a recitare con Dario in La terza madre nel 2007. Ma è, praticamente, un addio. Torna sulle pagine di cronaca nel 2018 criticando il flirt tra la figlia e Fabrizio Corona: arriverà a scriverle via social "Un periodo in clinica non ti guasterebbe. Siamo tutti preoccupati per te". Ma Daria è una nonna innamorata dei nipoti Anna Lou e Nicola, i figli di Asia. E l’amore tra madre e figlia è restato il vero cuore, profondo e rosso, della famiglia.