Sul ponte sventola bandiera bianca. E il ponte è quello parigino de la Concorde. La Francia si arrende, infatti, sulla “questione Måneskin” e il Quay d’Orsay lascia cadere le accuse rivolte a Damiano David dal capo della diplomazia transalpina Jean-Yves Le Drian, con la richiesta alla commissione di deontologia dell’Eurovision di valutarne l’eventuale esclusione per aver assunto droghe in diretta tv durante la finalissima di sabato.

Una battaglia n nome “della chiarezza e della trasparenza”, ma soprattutto di quel titolo sfuggito alla connazionale Barbara Pravi per soli 25 punti. E invece niente coca e nessun comportamento riprovevole. Ad attestarlo il test tossicologico effettuato ieri da Damiano di sua iniziativa per mettere una pietra tombale sulla querelle e un comunicato dell’Ebu, l’European Broadcasting Union che promuove e organizza la manifestazione, sull’inesistenza di qualsiasi irregolarità. Niente droga, ma tanto metallo pregiato, come attesta il disco di platino incassato ieri dall’ultimo album della band Teatro d’ira - Vol. I e da due record “aurei” messi a segno dal singolo Zitti e buoni: 4 milioni di stream in sole 24 ore e il 9° posto nella top 50 mondiale di Spotify. Cose mai viste prima. Sempre su Spotify, ieri il brano vincitore del’Eurovision era primo in 13 paesi e nella top 50 di altri 15. Manca la Francia, ma forse è un caso.

Andrea Spinelli