di Roberto Giardina L’imperatrice Elisabeth collezionava album di figurine come un’adolescente infatuata dei divi del cinema o della tv. Oggi non più, ma lo facevano ancora le madri delle ragazzine che le foto le conservano sul telefonino. A casa sua, Lussemburgo, il palazzo reale di Vienna, si annoiava e passava il tempo a incollare foto su album rilegati in pelle marrone con pietre semipreziose incastonate in copertina. Ne riempì diciotto, e tre sono esposti al Ludwig Museum di Colonia, un dispetto agli austriaci che sfruttano Elisabeth e l´Austria Felix, non tanto felice, in un mito che rende miliardi all’industria turistica. La mostra, Sisi Privat - Die Fotoalben der Kaiserin, appena inaugurata è stata subito chiusa per il lockdown, ma dura fino al 21 febbraio, e si spera venga riaperta prima di Natale. Oltre duemila...

di Roberto Giardina

L’imperatrice Elisabeth collezionava album di figurine come un’adolescente infatuata dei divi del cinema o della tv. Oggi non più, ma lo facevano ancora le madri delle ragazzine che le foto le conservano sul telefonino. A casa sua, Lussemburgo, il palazzo reale di Vienna, si annoiava e passava il tempo a incollare foto su album rilegati in pelle marrone con pietre semipreziose incastonate in copertina. Ne riempì diciotto, e tre sono esposti al Ludwig Museum di Colonia, un dispetto agli austriaci che sfruttano Elisabeth e l´Austria Felix, non tanto felice, in un mito che rende miliardi all’industria turistica.

La mostra, Sisi Privat - Die Fotoalben der Kaiserin, appena inaugurata è stata subito chiusa per il lockdown, ma dura fino al 21 febbraio, e si spera venga riaperta prima di Natale. Oltre duemila foto in formato sei per nove, di nobildonne, amiche e parenti dell’imperatrice, di attrici, cantanti, ballerina, e sconosciute popolane, bellezze esotiche, spesso discinte, incollate con ordine, pagina dopo pagina, una raccolta tenuta segreta fino al 1978 quando venne messa all’asta.

Elisabeth era ben diversa dalla Sissi cinematografica, o Sisi, impersonata negli Anni Cinquanta da una Romy Schneider diciassettenne, piccola e minuta, un po’ ancora paffutella, alta un metro e 62, più simile a Biancaneve, quella di Walt Disney. Elisabeth era bruna, una stangona di un metro e 72, un’altezza da gigantessa per i suoi tempi, bella e severa, avrebbe potuto interpretare la strega cattiva. Anche la nostra Cristiana Capotondi, Sissi in un film per la tv, è alta quanto Romy, bionda e delicata. La realtà di solito non è romantica, ma spesso più affascinante. Il paradosso è che la Kaiserin Elisabeth non amava farsi fotografare: "Ogni volta che mi lascio fare una foto, mi capita una sfortuna", spiegava. E rifiutò persino una radiografia.

L’ultima volta che posò davanti a un obiettivo fu a 33 anni, nel 1870, da allora tutti i suoi ritratti ufficiali sono varianti ritoccate di questa foto. Ma era una collezionista quasi maniaca delle immagini di altre donne. Orgogliosa della sua bellezza, era tuttavia insicura, e cercava un confronto. Era lei la più bella?

Nel 1862 scrisse da Venezia al cognato l’arciduca Ludwig Viktor, confidando che collezionava in un album fotografie, solo femminili, e lo pregava di mandarle tutte le foto che riuscisse a trovare. L’identica preghiera rivolse al ministro degli Esteri Bernard von Rechberg. Lui l’accontentò chiedendo ai suoi ambasciatori a Costantinopoli, San Pietroburgo, Parigi, Londra e Berlino, di esaudire il desiderio dell’imperatrice "che preferisce soprattutto bellezze orientali, fotografie di belle donne chiuse nell’harem".

Forse bisognerebbe chiedere al Professor Freud una spiegazione, Elisabeth era sempre Sissi, bellezza altera e adolescente sognatrice, che si sentiva prigioniera a Corte come in un serraglio d’Oriente, oppressa dalla suocera cattiva? Aveva paura di invecchiare, mangiava pochissimo per mantenere la taglia da indossatrice, quasi anoressica pesava appena 48 chili, e si allenava ogni giorno in una sala privata di ginnastica.

Orgogliosa dei capelli, lunghi fino ai fianchi, si lascia pettinare ogni giorno per tre ore dalla parrucchiera personale Franziska Feifelik, che insulta con violenza se le strappa un solo capello. È dipendente da Fanny, che le assomiglia, quasi una sosia, e la accompagna in viaggio. Quando la giovane si sposò avrebbe dovuto rinunciare a lei, perché secondo l’etichetta di Corte solo nubili potevano essere addette alla toilette dell’imperatrice. Pregò il marito Francesco Giuseppe, il nostro Cecco Beppe, di fare un’eccezione. E fece assumere il marito della sua Fanny.

Elisabeth scriveva sotto le foto commenti ironici, o feroci. E sceglieva le donne secondo i suoi canoni di bellezza, visi rotondi, senza zigomi evidenti, spesso in posa in atteggiamenti erotici. C’è anche una foto di Pauline, la moglie dell’ambasciatore a Parigi, Richard von Metternich. Le due donne si odiavano, e l’imperatrice dedica alla nemica un paio di versi: "Come descrivere il suo viso?... e il suo aspetto, mi ricordano le scimmie". Era sempre Sissi la più bella del reame.