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8 giu 2022

Più stanchi a lavoro? È colpa (anche) del Covid

Un recente studio ha svelato che chi ha contratto il Covid ha maggiori difficoltà di memoria, concentrazione e attenzione sul posto di lavoro

8 giu 2022
Stanchi sul posto di lavoro
Stanchi sul posto di lavoro
Stanchi sul posto di lavoro
Stanchi sul posto di lavoro

Tra i tanti problemi che ha causato il Covid in questi due anni di pandemia ce ne sono anche un bel po’ legati al cosiddetto long-covid, i disturbi a lungo termine che restano per molto tempo in chi è guarito dalla malattia acuta ma continua a riscontrare problemi di varia natura. Un gruppo di ricercatori dell’University of Waterloo, negli Stati Uniti, ha svelato come tra questi ci siano le difficoltà cognitive e di concentrazione sul posto di lavoro. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Meno concentrati e più stanchi al lavoro dopo il Covid

Lo studio dei ricercatori americani ha coinvolto un campione di 94 adulti che lavorano a tempo pieno, suddivisi in due diversi gruppi: da una parte quelli che non avevano mai contratto il Covid e dall’altra chi si era ammalato.
L’analisi dei risultati dei test ai quali sono stati sottoposti i partecipanti – si legge nel paper - ha rilevato che “rispetto al gruppo che non aveva mai preso il virus, il gruppo che aveva contratto il Covid si è dimostrato molto più esposto ai problemi di memoria, attenzione e concentrazione sul posto di lavoro, riportando inoltre molti più insuccessi nelle attività svolte quotidianamente e relative alla sfera lavorativa”.

Cosa fare per aiutare i lavoratori in difficoltà dopo il Covid

Lo studio americano ha spiegato anche che i lavoratori che tornano al loro impiego dopo aver preso il virus potrebbero aver bisogno di un percorso di reinserimento che tenga conto delle maggiori difficoltà cognitive che la malattia può causare.
I ricercatori hanno infatti scoperto che "gli individui che tornano al lavoro dopo aver contratto il Covid potrebbero avere difficoltà a tornare al loro livello di prestazioni pre-malattia e bisognerebbe aiutarli con azioni concrete come la riduzione dei carichi di lavoro, l'estensione delle scadenze o la possibilità di lavorare in modo più flessibile".

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