"Scordatevi champagne, yacht e abiti griffati. Solo con la cultura possiamo decodificare ciò che ci circonda, trovando il bello anche nel quotidiano. E coglierne pure la comicità". È questo il vero lusso secondo Costantino Della Gherardesca, “l’operaio dell’entertainment”, nobile di famiglia, (discende dal Conte Ugolino di dantesca memoria), uno dei personaggi più innovativi, eccentrici e fuori dagli schemi del mondo dello spettacolo. Storico conduttore di Pechino Express, attualmente è impegnato a svelare i dietro le quinte delle casate reali in The Royals – Vizi e virù a corte”, in onda su Sky, dal 6 luglio debutterà con il nuovo quiz pomeridiano del secondo canale Rai, Resta a casa e vinci, un gioco per tutta la famiglia. Ma il lusso è veramente un culto, come scrive lei nel nuovo...

"Scordatevi champagne, yacht e abiti griffati. Solo con la cultura possiamo decodificare ciò che ci circonda, trovando il bello anche nel quotidiano. E coglierne pure la comicità". È questo il vero lusso secondo Costantino Della Gherardesca, “l’operaio dell’entertainment”, nobile di famiglia, (discende dal Conte Ugolino di dantesca memoria), uno dei personaggi più innovativi, eccentrici e fuori dagli schemi del mondo dello spettacolo. Storico conduttore di Pechino Express, attualmente è impegnato a svelare i dietro le quinte delle casate reali in The Royals – Vizi e virù a corte”, in onda su Sky, dal 6 luglio debutterà con il nuovo quiz pomeridiano del secondo canale Rai, Resta a casa e vinci, un gioco per tutta la famiglia.

Ma il lusso è veramente un culto, come scrive lei nel nuovo libro La religione del lusso?

"Certo. E lo spiego nel manuale, un po’ contorto ma divertente e comico. Una guida per riflettere sulle cause del difficile momento che stiamo attraversando dove propongo soluzioni rivoluzionarie, ispirate alle vite di giganti del nostro tempo: da Barbara D’Urso a Santa Teresa di Calcutta, da Farah Diba a Nancy Reagan".

Parlare di lusso in questo momento storico non le sembra fuori luogo?

"No, nel libro parlo di economia: dobbiamo uscire da questa crisi e per farlo serve una mentalità diversa. E, poi, il lusso non sono certo gli abiti griffati".

E, allora, cosa intende?

"In epoca di smartworking, il lusso è lo spazio in cui si vive e il tempo che riusciamo a dedicare all’apprendimento. Così possiamo avere uno sguardo diverso sul mondo. Durante il lockdown è emerso chiaramente che spazio e tempo sono più importanti di tutto il resto".

Senza disponibilità economiche questo lusso è possibile?

"Assolutamente sì. La stragrande maggioranza della popolazione italiana ha la possibilità di leggere e istruirsi. Basta essere curiosi, la curiosità e la voglia di imparare sono le cose che mi hanno aiutato di più nella vita".

Lusso è anche poter essere sempre se stessi? Come personaggio pubblico, come si trova a essere sempre sotto i riflettori?

"Viviamo in una società del controllo, oramai non possiamo nemmeno verbalizzare quello che pensiamo senza aver paura di ritorsioni. Però ci rimane la libertà di pensare quello che vogliamo, e riuscire a divertirsi sta diventando un’arte sempre più subdola, sottile e difficile. Se fossi in una relazione con una persona avrei voglia di proteggerla, mi preoccuperei per il mio partner. Non tutti hanno il pelo sullo stomaco e la strafottenza che ho io".

Per lei, però, è facile parlare di lusso viste le origini aristocratiche…

"La mia famiglia ha un lignaggio molto antico, fossi nato nella stessa famiglia ma nel 1500 sarei sicuramente stato molto privilegiato".

Oggi quanto conta avere una famiglia aristocratica alle spalle?

"Nulla, a meno che non fai parte dei Windsor. È dalla rivoluzione industriale che i veri aristocratici sono i ricchi, gli industriali, i banchieri di un certo livello".

E i politici?

"No comment. Se solo vivessi in un Paese più civile e progressista, non dovrei sforzarmi per fare della faticosissima ‘televisione intelligente’, ma sarei pagato per andare in scena vestito come un clown. È triste vedere i giovani italiani prendere un biglietto aereo e andare a lavorare all’estero".

Lei perché non scappa?

"Resto per combattere. Bisogna avere idee rivoluzionarie per resistere al populismo e alla xenofobia: mai sacrificare l’eleganza sull’altare del consenso popolare".

Ha mai pensato di fare politica?

"“Non credo sia il momento adatto, visti i tagli agli stipendi dei parlamentari (ride, ndr)".

I politici strizzano sempre più l’occhio alla tv. A Ballando con le stelle si ritroverà a gareggiare contro Alessandra Mussolini…

"Non è un problema: la prossima edizione di Ballando la vincerò io".

Conduttore, opinionista, adesso anche ballerino. E poi?

"Potrei prendere lezioni di canto e propormi per Sanremo (ride, ndr). Condurlo? Perché no. Ma il mio sogno nel cassetto è guidare La prova del cuoco".