Resistenti, unisex, intramontabili, perfetti su una barca come sotto la pioggia. Sono i Barbour, quei capi in tela cerata inimitabili che sono distribuiti da WP Lavori in Corso di Cristina Calori che mai come negli ultimi mesi ha assistito al grande revival di questi giacconi sportivo-chic. Lanciati nel 1894 da John Barbour nella città portuale di South Shields per i marinai dell’epoca dopo aver scoperto che l’olio di semi di lino spalmato sul lino di giacche o vele rendeva il tessuto impermeabile. Una storia antica mai tanto attuale, perché nei decenni successivi si passò a incerare cotoni robusti fino ad arrivare alle tecniche sofisticate e durature di spalmatura di oggi che affondano in quell’heritage fortunato.

Ora a capo dell’impero inglese di Barbour ci sono due donne, Margaret Barbour che conduce l’azienda di famiglia dal 1968 e sua figlia Helen entrata in azienda nel 2011 e rappresentante della quinta generazione. Un marchio della tradizione, certo, ma oggi nuovissimo per i Millennials che adorano i giacconi telati e un po’ rigidi, il cappuccio antipioggia, il colletto di velluto, le tante comode tasche, gli spacchi per andare a cavallo e gli automatici al posto dei bottoni.

Piacciono tantissimo i modelli più classici, spiegano nei WP Store, e i più venduti sono i Bedale, i Beaufort, il Beadnell per donna leggermente più slim. Vince l’heritage e vincono le foto della famiglia reale inglese a Balmoral col Barbour della tradizione, come quelli indossati per le passeggiate nel verde dalla Regina Elisabetta II, che sfoggia anche dei bellissimi foulard annodati sui capelli candidi, e dal Principe Filippo di Edinburgo. Revival anche per il giaccone col cappuccio amato da Lady D: anche Diana Spencer prima di sposare Carlo d’Inghilterra, come tutte le nobili inglesi, lo aveva nell’armadio nella versione più giovane e sportiva col cappuccio.

Insomma Barbour in cima ai desideri dei giovanissimi tanto che le vendite sono aumentate del 25%, complice l’ultima serie di The Crown trasmessa su Netflix con i protagonisti che interpretano Diana e Carlo con le rispettive cerate verdi. Se ne vendono tanti di giacconi da caccia e pesca in tante scene, specie quando si raccontano gli anni SettantaNovanta, al castello di Balmoral. Ed è stata abile la costumista Amy Roberts a far di nuovo volare alta l’etichetta del look country chic regale.

Sucesso anche nei negozi del vintage con cifre importanti da sborsare per portarsi a casa il pezzo unico, che racconta la storia di un modo di vestire davvero senza tempo. Passione per l’heritage anche perché Barbour è stato indossato anche da James Bond e Harry Potter, anche se nessuno supera il fascino stellare della monarchia e la classe perfetta di Elisabetta II. Lady D. preferiva poi il modello Bedale (quello appunto col cappuccio), anche se non ha mai condiviso con la royal family la passione per l’arte venatoria. Già nel 1982 la principessa Diana, involontaria testimonial, aveva convinto migliaia di fans ad acquistare un Barbour: anche in Italia all’epoca si sono venduti 4 milioni di capi.

È bravissima la presidente e ad di WP Lavori in Corso Cristina Calori a continuare sulla strada del successo di questa nobile etichetta: gran colpo quello recentissimo per aver coinvolto Alexa Chung, modella e conduttrice televisiva inglese, a rivisitare il mito del Barbour risvegliando alla sua maniera alcuni pezzi d’archivio risalenti al 1910 con la collezione Barbour by Alexachung distribuita in esclusiva proprio da WP. Undici capispalla ispirati tutti all’amore per la natura e la vita all’aria aperta.

Eva Desiderio