L'Aquarius e il gommone dei migranti (disegno di Bonaccorso)

giubbotti di salvataggio sono arancioni. È il colore del soccorso in mare, si vede facilmente e ispira sicurezza. Ha fregi arancioni anche il piccolo pettirosso che si infila a bordo dell'Aquarius prima della partenza. Sarà lui il narratore delle tre settimane di viaggio che gli autori della graphic novel 'Salvezza' (Feltrinelli Comics) hanno passato a bordo della nave con cui gli operatori di SOS Méditerranée e Medici senza frontiere soccorrono i migranti al largo della Libia. Il viaggio risale allo scorso autunno, ma la nave è la stessa che, in questi giorni, è al centro dell'attenzione - e delle polemiche internazionali - dopo che il governo italiano ha negato l'attracco e lo sbarco di 600 migranti sulle coste nostrane. 

VITA A BORDO

Il fumetto di Marco Rizzo (testi) e Lelio Bonaccorso (disegni) propone uno spaccato di vita a bordo della nave: la tensione nella attesa della partenza, i rapporti tra i volontari e gli operatori delle associazioni, tra momenti più leggeri e contrasti sulla linea da tenere, le ripetute esercitazioni sui gommoni per essere pronti in caso di emergenza e, infine, le operazioni di recupero, il momento più drammatico.  

STORIE E VOLTI

L'Aquarius è però anche un serbatoio di storie e volti. Quelli dei migranti che tentano una traversata in condizioni spesso più che precarie e - se sono fortunati - vengono recuperati in mare. C'è Youssuf, viene dalla Costa d'Avorio. È stato torturato e picchiato nelle prigioni libiche dagli uomini delle milizie. “Gli scioglievano la plastica addosso – racconta il suo compagno di sventura – e hanno estorto altri 2.500 euro al padre”. C'è Lola, partita da Asmara con due amiche. Lo sforzo di aver partorito un figlio – nato morto – è troppo pesante per la ragazza, che spira poco prima di salire sul gommone. “I trafficanti volevano liberarsi del cadavere imbarcandolo assieme ai vivi, c'era poco da discutere”, racconta un'amica. C'è poi Abraham, una vita (di traversie) vissuta con la moglie Ruta: “Non vogliamo separarci, vi prego”. Insieme proveranno a ricominciare a vivere, in Europa. 

GRAPHIC JOURNALISM

Lo stile asciutto, la ricchezza di dati e la precisione delle spiegazioni delle leggi che governano queste operazioni inseriscono questo volume nella tradizione del graphic journalism. Rizzo e Bonaccorsi evitano la trappola del sentimentalismo a buon mercato e realizzano un reportage in presa diretta, pur ravvivato da qualche pennellata (arancione) di lirismo. Un punto di forza che, soprattutto nella prima parte, può rivelarsi un limite agli occhi del lettore che senta il bisogno di essere 'preso' subito dalla narrazione. Arrivati in fondo, però, resta davvero difficile voltarsi dall'altra parte.