Uno screenshot del video - Foto: sito YouTube di Miss V Martin
Uno screenshot del video - Foto: sito YouTube di Miss V Martin

Roma. 12 febbraio 2021 - Il gigantesco impatto della pandemia di Coronavirus nel mondo è colpa di un numero enorme di particelle virali, ma sono talmente piccole che, se potessimo raggrupparle tutte insieme, non basterebbero a riempire una normale lattina. È la conclusione raggiunta dal matematico Christian Yates, che lavora presso la the University of Bath, in Inghilterra. Un video molto ben realizzato aiuta a seguire il suo ragionamento e i suoi calcoli.

Quanto spazio occupano tutte le particelle di Coronavirus?

Prima di guardare le immagini vale la pena di chiarire un paio di punti. Intanto, Christian Yates parla di SARS-CoV-2, vale a dire il nome scientifico del nuovo ceppo di coronavirus che sta causando la pandemia. Il termine indica nello specifico il coronavirus 2 da sindrome respiratoria acuta grave. L'abbreviazione SARS-CoV-2 è l'acronimo dall'inglese severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (ancora oggi capita di leggere il termine Covid-19 per indicare il virus, però quello è il nome della malattia).

In ogni caso, Yates ha prima calcolato quante particelle di SARS-CoV-2 sono presenti in una persona infetta, poi le ha moltiplicate per il numero di infetti nel mondo, ottenendo in questo modo una stima sul numero complessivo di particelle a livello globale. L'ultimo passaggio è stato moltiplicare questo numero per la grandezza di ogni particella e tenere conto dello spazio vuoto che ci sarebbe tra l'una e l'altra se le raggruppassimo (perché sono sferiche, dunque non combaciano alla perfezione).

Il primo calcolo di Yates è stato relativo alla distribuzione della carica virale: gli scienziati ritengono che nel picco dell'infezione una persona porti con sé da uno a cento miliardi di particelle virali. Yates ha stimato una media di dieci miliardi e poi ha tenuto conto del fatto che questo numero è minore nei giorni precedenti e successivi al picco, e del fatto che non tutti gli infetti sono nella medesima situazione. Il dato così ottenuto è stato moltiplicato con il tasso di infezione, derivato dai tre milioni di persone che si infettano ogni giorno: risultato, nel mondo ci sono 200 quadrilioni di particelle.
Ora: ogni singola particella ha un diametro medio di 100 nanometri, cioè, spiega Yates, è mille volte più sottile di un capello umano. Considerando che la forma è approssimativamente quella di una sfera, a partire dal diametro è possibile calcolare il volume occupato, pari a 523mila nanometri cubici. Moltiplicando questa cifra per 200 quadrilioni, il numero di virus presenti nel mondo, si ottiene un volume di circa 120 millilitri. L'ultimo passaggio nasce da una facile osservazione; accostare una sfera all'altra significa avere tanti piccoli spazi vuoti, perché il perimetro non è quello di un quadrato, ad esempio, che garantirebbe zero spazi vuoti. Includendo anche questi ultimi si ottiene un volume complessivo di 160 millilitri. Che, appunto, è meno del contenuto di una lattina.



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